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Dopo lo tsunami coronavirus, insieme a tanti operatori turistici continuiamo a chiederci se la Città è pronta ad affrontare la stagione estiva 2020.
Le misure che quest’estate tutti dovremmo attuare causa Covid, influiranno nelle casse di un settore che a stento cerca di decollare nella nostra cittadina, ma qualora tutto ciò non fosse successo, bisogna avere l’onestà intellettuale di riconoscere che a Paola sulla voce “turismo”, siamo ancora molto impreparati e indietro anni luce.
Forse troppo in fretta abbiamo dimenticato le belle parole dai palchi e le tante promesse nelle dirette facebook durante i diversi appuntamenti elettorali, qualcuno annunciava persino la nascita di una “Cosenza Marittima” ma da tre anni a questa parte, cosa è stato fatto per il turismo locale escludendo i walzer delle poltrone Comunali, Provinciali e Regionali? Nulla. Siamo rimasti indietro a 15 anni fa.
Alcuni commercianti recentemente hanno aperto il tema dell’Isola pedonale nel centro cittadino e si sta sperimentando per il fine settimana, una medesima sul lungomare San Francesco zona Sud; proposte molto invitanti se pensiamo alle belle passeggiate di Pizzo, Tropea, Salerno, Cosenza, Reggio, ma oltre una passeggiata bisogna evidenziare che purtroppo a Paola, prima di poter parlare di ZTL o Isola Pedonale bisogna sciogliere un nodo cruciale quale i servizi. Argomento trattato un anno fa su questa testata giornalistica per tessere insieme quella maglia dei servizi da poter offrire ai “turisti”, ma nulla, quando si è un semplice cittadino e non si ricopre nessun ruolo, vieni solo sottovalutato o preso in giro.
Oggi purtroppo oltre un bar, una rosticceria, un negozio di abbigliamento, non c’è nient’altro da offrire a coloro che fanno visita nella nostra cittadina, eppure Paola è ricca di risorse, bisogna solo capire che il “turista” oltre la sagra del paese è alla ricerca di comfort, svago e convenienza. Ad esempio per andare incontro ai non residenti, manca per prima cosa di tutto un’area parcheggio auto e pullman (abbiamo l’area sotto agip e l’area tra beniamino e atmosfera versatile che potrebbero essere adeguate a norma ma tutto ancora resta immobile), mancano servizi igienici pubblici per tutta la città, mancano attrattive, mancano i più elementari servizi di collegamento (stiamo ancora aspettando le famose navette per la ZTL).
Sentiamo parlare spesso di turismo sostenibile, ma di cosa si tratta?
L’obiettivo principale del turismo ecosostenibile è la preservazione dell’ambiente naturale, pensiamo ad esempio alla valorizzazione dei nostri luoghi o alla valorizzazione storica culturale della nostra città; basti citare il complesso monastico S. Agostino, Badìa, la
Chiesa ipogea di Sotterra, San Michele, hanno storie secolari ed è mai possibile che non riescano a diventare un’eccellenza turistica? Possibile che nessuno è mai riuscito a definire una comune politica dell’accoglienza e quindi a fare la differenza sotto il profilo dell’offerta turistica? Perché ad esempio non nasce una settimana culturale promuovendo dei pacchetti per far conoscere la nostra storia e i nostri tesori tante delle volte sottovalutati?
Nessuno ha mai pensato ad esempio alla nascita di un museo, a Paola esistono diversi siti o reperti ormai abbandonati a se stessi o nascosti dall’ignoranza dell’uomo, ad esempio per citarne qualcuno il famoso sito in contrada tina, le stanza che ospitano i cannoni in Via del Cannone e perché no anche il nostro Castello. La valorizzazione di questi luoghi indirizzati come visite turistiche, possono diventare la nostra sorpresa occupazionale ma anche generare ricchezza sul turismo archeologico che si riuscirebbe a creare.
Ma più di ogni altra cosa, abbiamo una risorsa indiscussa quale il turismo religioso; Rappresenta un’altra grande opportunità di sviluppo per la nostra Città, è un turismo qualificato, può contribuire a risolvere il problema dello sviluppo socio-economico della Città.
Il grande attrattore è il Santuario Regionale di San Francesco di Paola, ma anche tante altre chiese che offrono l’occasione di valorizzare i nostri borghi, i nostri quartieri tra i più belli come la Rocchetta, Quartiere Spagnolo, Santa Caterina, Motta, Cancello e così via. Possibile che mai nessuno è riuscito a cucire i rapporti tra Città e Santuario?
Il turismo è cultura, molti comuni limitrofi quali Belmonte o Serra D’Aiello, partendo dalle identità e dalle tradizioni sono riusciti a creare un modello di ospitalità vincente integrando bellezze naturalistiche e patrimoni culturali. Paola può e deve fare altrettanto, definendo un proprio modello di ospitalità diffusa, partendo dalla valorizzazione dei centri storici. Anche questo è turismo sostenibile poiché abbiamo un centro storico con palazzi del ‘600 praticamente abbandonati al degrado che potrebbero diventare parte dell’offerta turistica integrando i famosi “alberghi diffusi”.
Un modello di ospitalità che si rivolge a tutta la cittadinanza in particolare a chi cerca nuovi sbocchi imprenditoriali, anche a chi avendo una seconda casa ubicata nei centri storici, voglia trasformarla in fonte di reddito attraverso esperienze di micro imprenditorialità artigiana, turistica, formativa o eno-gastronomica.
Per una Cittadina come la nostra con più di 15km di Costa (Lungomare-Zona Pennelli), il famoso “Piano Spiaggia” oltre i servizi balneari, deve garantire sicurezza, pulizia e decoro del nostro litorale e dove le condizioni lo consentono, favorire la destagionalizzazione dell’utilizzo del demanio marittimo per finalità turistico-ricreative.
Le imprese balneari per tornare a investire, hanno bisogno di lavorare con tranquillità e non solo da Maggio a Settembre, ma tutto l’anno dato il clima lo consente.
Bisogna evidenziare che a Paola si può fare tutto, basta semplicemente uscire dai vecchi schemi dell’amministrare un paese e uscire da quella mentalità di critica negativa “tutti
contro tutti”; se deve esserci una critica deve essere solo costruttiva per poterci aiutare a migliorare.
Lo dobbiamo alla nostra comunità, a chi ha deciso coraggiosamente di restare investendo in questa terra, ma prima di ogni cosa dobbiamo porci la domanda di cosa lasceremo in eredità ai nostri figli.
Ad oggi si vive quotidianamente nel solo interesse di salvare la propria carriera politica, senza avere una visione per il futuro per le prossime generazioni, sottovalutando tante delle volte le bellezze che possediamo.
Nella speranza si possa trovare un comune accordo per costruire qualcosa e lanciarci finalmente in un settore dalle mille risorse!



