La situazione all’interno della Casa di Reclusione di Rossano ha raggiunto un punto di rottura definitivo. Le organizzazioni sindacali Sappe, Sinappe e Uilpa hanno espresso una durissima denuncia attraverso un comunicato intitolato emblematicamente «Ora basta…!!!».
Al centro della protesta vi sono accuse di condotta antisindacale, violazione dei diritti contrattuali e una serie di gravi criticità organizzative, gestionali e relazionali che interessano l’istituto di località Ciminata, struttura classificata di primo livello.
I rappresentanti dei lavoratori evidenziano come, in diversi giorni della settimana, il carcere risulti privo in sede delle figure chiave di coordinamento, quali il direttore, il comandante del reparto e il vice comandante. Una carenza di vertice che aggraverebbe la gestione quotidiana di un penitenziario complesso.
Mancati pagamenti e caos nell’area amministrativo-contabile
Il fulcro della contestazione si concentra sull’area amministrativo-contabile della struttura. Secondo quanto riferito dalle sigle sindacali, nonostante i precedenti impegni presi dalla Direzione e il diretto intervento del Provveditore regionale della Calabria, la gestione avrebbe registrato una totale inefficienza. Il dito è puntato in particolare sulla gestione della capo-area amministrativo-contabile, inviata in missione nel carcere rossanese da oltre tre anni, alla quale vengono attribuiti atteggiamenti ostruzionistici che avrebbero deteriorato il clima interno.
Le ripercussioni economiche per il personale sono definite pesanti. La denuncia sindacale evidenzia la mancata remunerazione da oltre sette mesi dei servizi di missione svolti, il blocco dello sviluppo delle pratiche ferme agli ultimi mesi dello scorso anno, l’applicazione di trattenute ritenute anomale e maggiorate a partire dal 2022, il mancato pagamento dei buoni pasto da giugno 2024 e la mancata consegna della documentazione richiesta sui compensi degli anni precedenti.
Emergenza igienico-sanitaria e vie legali
Al quadro delle rivendicazioni economiche si aggiungono serie problematiche relative alla sicurezza e alla salubrità degli ambienti di lavoro. Sappe, Sinappe e Uilpa segnalano una preoccupante situazione igienico-sanitaria dovuta alla mancanza di interventi periodici di derattizzazione e disinfestazione, con la presenza accertata di topi, scarafaggi e vipere all’interno dell’istituto. Viene inoltre contestato il mancato ripristino dei servizi igienici destinati al personale nelle sezioni e l’assenza di acquisti di materiale per la manutenzione ordinaria del fabbricato.
I sindacati lamentano una costante difesa dell’operato della capo-area da parte della Direzione dell’istituto, che avrebbe ignorato le numerose segnalazioni verbali e scritte. Di fronte a questo scenario, le organizzazioni hanno deciso di avviare azioni formali affidando il mandato a uno studio legale per tutelare i diritti contrattuali dei lavoratori e accertare le responsabilità civili e amministrative, riservandosi al contempo l’adozione di ulteriori forme di protesta.



