Sab 11 Lug 2020
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Caos rifiuti Cosenza, Occhiuto: “Chiediamo all’ATO la quantità rifiuti conferiti da settembre”

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In una lettera indirizzata al Presidente dell’Ambito territoriale ottimale (ATO) Cosenza 1, alla Presidente della Regione Calabria Jole Santelli e al Presidente del Consorzio Valle Crati, inviata per conoscenza anche al Prefetto e al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza, il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, “a causa del perdurare della gravissima situazione igienico-sanitaria che sta interessando il territorio cittadino”, ha chiesto ufficialmente, nel termine di cinque giorni, di acquisire l’elenco della quantità di rifiuti conferiti da settembre ad oggi e riguardanti i comuni che fanno parte dell’ATO Cosenza 1.

“È da settembre – scrive Occhiuto nella lettera – che la situazione emergenziale perdura per i già rappresentati discutibili blocchi, evidenziando il circolo vizioso costituito dal fatto che in alcuni comuni la ditta che si occupa della raccolta è la medesima titolare dell’impianto di trattamento. Ciò comporta – aggiunge il Sindaco Occhiuto – un’innegabile ipotesi di conflitto di interesse, nonché pericolo per il principio di concorrenza, poiché i comuni potrebbero un domani privilegiare, nell’affidare i servizi di raccolta, quelle aziende che siano anche titolari di impianti.

La situazione – rimarca Occhiuto – è davvero insostenibile, specie se si pensa che Cosenza è la città con la più alta produzione di rifiuti, non solo per l’elevato numero di residenti, ma anche per l’essere centro nevralgico di tutte le attività provinciali istituzionali, nonché di gran parte di quelle commerciali. L’esame dei tabulati, è pertanto, necessario per verificare i flussi di conferimento e parametrarli sia ai residenti che ai concreti utenti e verificare un inderogabile principio di proporzionalità, che, ad oggi, appare palesemente violato”.

Il Sindaco ha informato, inoltre, i destinatari della sua lettera di aver dato mandato all’ufficio legale del Comune per attivare le più opportune procedure a tutela dell’erario municipale “che riceve un innegabile vulnus dalle circostanze esposte e cioè: pagamenti dell’azienda di raccolta, la quale, per causa ad essa non imputabile, non può espletare la propria prestazione; costi ulteriori derivanti dalle bonifiche speciali necessarie a seguito dell’alto accumulo di rifiuti; aumento dei rifiuti indifferenziati per l’effetto diseducativo rappresentato dalla mancata raccolta; nocumento alla immagine della città”.