Sab 11 Lug 2020
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“Prossimamente la Calabria nello spazio” l’astrofilo Antonino Brosio

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di Anna Zupi

Antonino Brosio vive a Rosarno ed è un astronomo amatoriale (o astrofilo ricercatore) da quando era ragazzo. Frequenta il Liceo Classico di Nicotera e successivamente, appassionato da sempre di progettazione civile, frequenta la Facoltà di Architettura e attualmente sta conseguendo a Roma anche la laurea in Ingegneria Civile con specializzazione in Strutture e Infrastrutture.

Ho sempre avuto la passione per la scienza, la fisica e per le scienze in generale. Sicuramente la prima domanda che vi porrete è:”perché se sei appassionato di scienze non hai studiato fisica o qualcosa del genere?” La risposta è semplice: Non mi è mai piaciuta l’idea di dovermene andare via dalla Calabria per poter realizzare qualcosa d’importante! 

Cosa ha scaturito la curiosità e l’interesse verso l’astronomia?

“Non credo esista qualcosa che ti fa scattare la scintilla, alcune cose nascono insite nel proprio DNA, da quando ho memoria, ho sempre guardato il cosmo con una curiosità estrema. Ricordo che ero piccolo, andavo a scuola elementare e i miei regali preferiti erano sempre i telescopi o attrezzature varie per compiere esperimenti. Per fortuna alcune cose nascono con te e con il passare del tempo diventano una sorta di mania che deve essere assecondata: forse è questo che mi spinge a non mollare anche quando tutto sembra così difficile. Purtroppo non è facile arrivare a certi livelli e combattere quotidianamente per tenerseli stretti e spesso avrei voglia di mollare tutto e dedicarmi solo al mio lavoro principale: il progettista, ma poi dopo qualche minuto mi torna la voglia di ricominciare e trovare nuove strade e nuove soluzioni per andare avanti.”

Quali sono stati i primi progetti che sei riuscito a realizzare in Calabria?

“In Calabria ho fatto diversi lavori, è stato sempre il mio obiettivo portare prima di tutto avanti il nome della Calabria e del mio paese. Nel 2012 insieme ad alcuni amici fondai una piccola startup dove stavamo per realizzare un lanciatore da noleggiare per il lancio di micro e nano satelliti, purtroppo poi a causa di problematiche di fondi non se ne fece nulla ecco perché convertì il tutto in una azienda che dal 2014 si occupa di progettare e lanciare sonde stratosferiche ai confini dell’atmosfera.

Il primo progetto fu HORUS III che grazie a una collaborazione internazionale e ad importantissimi enti Italiani partecipanti, ci permise allora di mandare un carico utile di batteri a 40 km di altitudine, di studiare cosa succede in quelle condizioni ai batteri e quando vengono bombardati da tantissimi raggi cosmici.

Successivamente il carico è stato recuperato e studiato dagli esperti dell’Università di Messina e dell’Istituto Superiore di Sanità del quale è stata realizzata anche una pubblicazione. Da allora in poi i progetti realizzati sono stati tanti sia dal punto di vista didattico sia dal punto di vista scientifico avendo anche diverse collaborazioni con l’Istituto nazionale di Fisica Nucleare con cui stiamo portando avanti da tre anni progetti di lancio per i sistemi ArduSiPm per la rilevazione dei raggi cosmici nell’alta atmosfera.

Per quanto riguarda l’astronomia invece porto avanti molti progetti dal lontano 2006, tra cui la ricerca e l’osservazione di asteroidi e comete e pianeti extrasolari.

Hai avuto il sostegno delle istituzioni e quali difficoltà hai incontrato?

“Non sempre, purtroppo. Le istituzioni faticano spesso e volentieri a comprendere queste cose anche perché, secondo me, non generano un grande interesse: è risaputo che siamo un paese di grandi menti ma spesso e volentieri incomprese dalle istituzioni. Tuttavia qualche eccezione c’è stata e allora sono venuti fuori ottimi lavori”.  

A te il merito di aver fatto funzionare il primo parco astronomico.

“Certamente non possiamo non parlare del Parco Astronomico, che tuttavia non è mia né la realizzazione né una mia idea, io, ho solo il merito di averlo fatto funzionare a dovere e metterlo a disposizione di tutti quanti. Il Parco Astronomico “Lilio di Savelli” è una struttura della Provincia di Crotone realizzato nel 2010 e completato nel 2016. L’idea originale di questo Parco è del Professore Filippo Frontera: fisico dell’Università di Ferrara e originario di Savelli. Purtroppo per varie vicissitudini il parco rimase incompleto fino al 2015 quando i lavori del secondo lotto iniziarono e arrivai io. Inaugurammo la struttura il 5 agosto 2016 e da allora è aperto e funzionante sia per la ricerca scientifica sia per la didattica infatti riceviamo scolaresche provenienti da tutto il meridione italiano e appassionati di astronomia.

Per quanto riguarda la ricerca ad oggi l’osservatorio Lilio si occupa di asteroidi e comete ed è uno dei più attivi al mondo per la scoperta e la conferma degli asteroidi che passano vicino alla Terra, in questo inizio di 2020 sono infatti più di dieci quelli già confermati.

Collaboriamo attivamente con il Dipartimento di Fisica dell’Unical e con la Professoressa Sandra Savaglio e grazie a questa collaborazione siamo anche entrati nel progetto GRAWITA dell’INAF e siamo l’unico osservatorio non INAF ad essere abilitato per la conferma delle controparti ottiche di onde gravitazionali.

Abbiamo strumentazione altamente scientifica e professionale anche dell’Agenzia Spaziale Italiana grazie al fatto che in questi anni sono riuscito ad attivare importantissime collaborazioni per la serietà e l’affidabilità degli strumenti che insieme al mio staff abbiamo modificato e ottimizzato”.

Come si potrebbero incuriosire e stimolare i giovani verso questa materia per molti ostile?

“Ne parliamo spesso, purtroppo alle superiori l’astronomia con i programmi didattici attuali nelle scuole è poco più di qualche settimana di studio e niente più. Bisogna rivedere le programmazioni didattiche e far si che le scienze astronomiche abbiano un programma molto più vasto. Sicuramente oltre a questo servirebbero anche laboratori attrezzati: mi capita spesso, durante i progetti di astronomia che svolgo nelle scuole, di trovare tantissimi ragazzi che sono davvero bravi non solo nella teoria ma anche nella pratica e sicuramente potrebbero diventare nuove “leve” ma, finito il progetto non possono più coltivare lo studio e l’osservazione astronomica. ”

Cosa offre il parco?

Per quanto riguarda la didattica siamo uno dei Parchi Astronomici più attrezzati presenti sul territorio italiano: ricordo che abbiamo un osservatorio con un telescopio avente uno specchio da 55 cm (uno dei più grandi in tutto il Sud Italia) sotto una cupola da 5 metri e un planetario con sessanta posti a sedere di ultima generazione. Il visitatore può effettuare diversi tipi di attività come ad esempio la lezione sotto la cupola del planetario, l’osservazione del Sole al telescopio solare oppure l’osservazione notturna al telescopio principale e per i bambini ci sono anche i laboratori didattici svolti da personale qualificato.

Ci tengo comunque a precisare che il Parco Lilio funziona soprattutto grazie al mio staff altamente qualificato e professionale che dà al visitatore una esperienza astronomica a 360° permettendogli di andare via con tutti i dubbi che aveva all’inizio chiariti.”

Quali sono i tuoi progetti futuri

“Beh riprendere qualcosa di vecchio, forse: portare la Calabria nello spazio!

E’ il sogno rimasto ancora nel cassetto ma, forse a breve ce la possiamo fare, nella mia azienda che si occupa di ingegneria che si chiama ABProject stiamo lavorando a provare a lanciare nell’orbita bassa un piccolo satellite Cubesat e questo potrebbe diventare realtà tra qualche anno.”