Ven 18 Giu 2021
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Frecciargento a Torano, interviene il prof Peppino De Rose

Riceviamo e pubblichiamo.

Di Prof. Peppino De Rose*

Condividendo l’iniziativa del mondo associativo, istituzionale e politico per inserire la fermata del Frecciargento Sibari-Bolzano, vorrei provare a spiegare perché la fermata del treno Frecciargento Sibari-Bolzano è un fatto importante ma soprattutto doveroso. Ogni anno il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) sceglie un tema specifico per dare al turismo una direzione da seguire, e mettendo in campo una serie di iniziative importanti con relativi finanziamenti per dare visibilità ai tanti prodotti turistici di nicchia che caratterizzano l’Italia. Il 2016 è stato l’anno nazionale dei cammini, il 2017 l’anno nazionale dei borghi e il 2018 l’anno del cibo italiano, il 2019 è stato l’anno del turismo lento. Tutte iniziative che alla luce delle tendenze internazionali di un nuovo modo di viaggiare, permettono di rilanciare nel mondo la “destinazione Italia” e di valorizzare le aree interne, così tanto sbandierate nella programmazione comunitarie e nazionale 2014-2020. E’ un crescendo l’apprezzamento per l’Italia da parte dei turisti internazionali, ma come rilevato dall’ONIT-Osservatorio Nazionale del Turismo, il Mezzogiorno attrae ancora una percentuale minoritaria dei turisti che visitano l’Italia per conoscerne le bellezze storiche, artistiche e paesaggistiche. Infatti, l’immagine turistica prevalentemente balneare delle regioni del Mezzogiorno rende quest’area d’Italia poco appetibile per gli stranieri: la componente estera dei flussi nelle città d’arte rappresenta, infatti, il 49,1% degli arrivi e il 37,1% delle presenze al Centro-Nord, contro il 19,4% e il 10,8% del Sud. La scarsa presenza di stranieri e l’elevata stagionalità estiva dei flussi rappresentano, com’è noto, i due principali punti di debolezza dell’intero Mezzogiorno: un maggiore sviluppo del turismo culturale e naturale potrebbe ridurre considerevolmente la portata di questi problemi. 

Quella del MIBACT è una strategia per valorizzare i territori italiani meno conosciuti dal turismo internazionale e rilanciarli in chiave sostenibile favorendo esperienze di viaggio innovative. Il 2020 inoltre è stato dichiarato dal MiBACT l’anno del treno turistico e il gruppo FS Italiane ha confermato il proprio impegno per lo sviluppo e la promozione del turismo slow e sostenibile, in linea con quanto annunciato dal Ministro per i Beni e le attività culturali e per il Turismo. Tra l’altro con la Fondazione Ferrovie dello Stato, di cui il MiBACT è aderente istituzionale dal 2015, il Gruppo ha avviato nel 2014 il progetto Binari senza tempo per creare una nuova forma di turismo ferroviario, che consente di raggiungere mete del Belpaese meno conosciute, ma di straordinaria bellezza alla scoperta di arte, paesaggi ed enogastronomia.

Insomma dappertutto il Gruppo FS Italiane e il MiBACT sono impegnati nel migliorare l’esperienza turistica in Italia potenziando i collegamenti in treno verso le località di medie e piccole dimensioni ad alta attrattività culturale e paesaggistica, promuovendo la sostenibilità ambientale e incentivando le persone a scegliere modalità di trasporto green. Come si apprende anche dal sito del gruppo FS, per rispondere alla crescente domanda di turismo (20% in più di arrivi internazionali nel 2019 rispetto al 2018) e alle rinnovate esigenze di mobilità delle persone, il Gruppo FS Italiane ha avviato il Polo del Turismo in linea con il Piano industriale 2019-2023 di FS, prevede di intercettare venti milioni di turisti in più partendo dagli attuali 100 milioni e di ridistribuire i flussi turistici e migliorare l’accessibilità alle città d’arte e ai luoghi di vacanza, valorizzando l’immagine e il patrimonio culturale e paesaggistico italiano. Così come ho riportato in varie mie pubblicazioni scientifiche in ultimo in Mezzogiorno nei Sassi, la bellezza dell’immenso patrimonio culturale e naturale può rappresentare la cura anticrisi dopo questo periodo di pausa e il Mezzogiorno per vincere la sfida dello sviluppo ha bisogno di occasioni di sviluppo e di strumenti reali da inserire nell’agenda del Governo. La fermata del Frecciargento a queste latitudini d’ Europa è un atto doveroso e che necessariamente deve rappresentare solo un punto di partenza per la pianificazione di importanti iniziative di sviluppo capaci di generare nuova occupazione nel settore del turismo e della culturale per i nostri giovani e riportare vita nei piccoli comuni del cosentino attanagliati dallo spettro dello spopolamento.

*Economista esperto in Politiche e Programmi Ue Docente Unical di Impresa Turistica e Mercati Internazionali