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App Immuni, da oggi funziona anche in Calabria

Era stata annunciata già da tempo e dopo una prima fase di testing in quattro regioni da oggi è attiva in tutta Italia l’App Immuni. Si tratta dell’applicazione per smartphone messa a punto dal Ministero della Salute per spezzare la catena di contagi nel caso in cui si venga in contatto con un paziente risultato positivo al tampone. Naturalmente, per un migliore funzionamento dell’App, è necessario che siano in molti a scaricarla. Le prime reazioni dagli italiani, dopo gli iniziali dubbi sulla sicurezza e sulla privacy, sono positive. Da inizio giugno, infatti, Immuni è stata scaricata da più di due milioni e duecentomila persone, come affermato dallo stesso commissario all’emergenza Domenico Arcuri.

L’applicazione è scaricabile gratuitamente dagli store online dei sistemi operativi Android (dal Play Store) e Apple (iOS). Tuttavia, non è disponibile sugli Huawei più recenti, incompatibili con i servizi di Google. La società milanese che si è occupata dello sviluppo si sta occupando di ovviare al problema il prima possibile, ma al momento non è possibile attivarla.

l commissario Arcuri, inoltre, ha voluto ribadire ulteriormente il fatto che l’applicazione è anonima e non fornisce i dati raccolti a esterni“Resterà tale fino alla fine del suo uso e che è una componente fondamentale nella strategia del contenimento della pandemia nel proprio paese – dichiara Arcuri – . Abbiamo voluto e dovuto ottemperare alle esigenze di privacy e abbiamo impiegato il minimo del tempo”.

Malgrado le paure sulla sicurezza dei propri dati, il sistema dell’App Immuni è sicuro. Lo afferma lo stesso ministro alla Salute Roberto Speranza, che spiega come funziona la raccolta dati dell’applicazione: “Immuni serve agli utenti di telefoni cellulari che hanno attivato l’applicazione per ricevere notifica di eventuali esposizioni al Coronavirus. Nell’intero sistema dell’app non sono presenti né saranno registrati nominativi e altri elementi che possano ricondurre all’identità della persona positiva o di chi abbia avuto contatti con lei, bensì codici alfanumerici”.

L’uso dell’applicazione, naturalmente, è volontario.