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Affascinato dal mito di Bruce Lee, il calabrese Grandinetti diventa anche lui leggenda

Si avvicina alle arti marziali alla tenera età di quattordici anni affascinato dal mito di Bruce Lee. Si trasferisce a Roma studiando con i più grandi Sifu e allievi diretti dello stesso Lee. Studia per diventare istruttore e il suo motto: “c’è sempre da imparare, non si diventa istruttori con un paio di attestati o scattando due foto durante un seminario”

Eri giovanissimo e il tuo nome era già conosciuto a Cosenza. Come ti sei rapportato con persone più grandi di te e con una disciplina nuova?

Si era il 1996 quando presi il diploma di Jkd a Roma dopo vari seminari con diversi allievi di Danny Inisanto e di Paul Vunack ,tra cui molti con Larry Hartsell allievo diretto di Bruce Lee il diploma con la F.i.a.m all’epoca Federazione Italiana Arti Marziali dove appunto vi era il settore del JKD .Come mi sono rapportato benissimo nel senso penso che essendo una disciplina nuova e io un buon Istruttore mi sono subito affermato e portai il Jkd econcept.

All’epoca poi in molti non conoscevamo la diversità del JKD dalle altre discipline; molti non sapevano neanche la differenza tra karatè e judo o tra taekwondo e kickboxing. Quando venivano da me, erano interessati alla disciplina, piaceva la lezione, come insegnavo e si iscrivevano , poi c’era chi effettivamente conosceva la disciplina e si iscriveva per praticarla.  A molti andava bene imparare a tirare calci e pugni non curandosi di che disciplina fosse poi è stato il passaparola dei vari allievi a diffonderlo qui a Cosenza.

Quanto sono importanti le arti marziali per i giovani di oggi?

Il Jkd credo sia importante come tutte le arti marziali che si rispettano, ha di diverso come qualsiasi arte marziale o disciplina di combattimento la guardia, i pugni, i calci hanno un’impostazione diversa insomma ha le proprie “armi” come le altre discipline.  La parte che reputo interessante e diversa penso siano i concetti ed i principi strettamente nati per quest’arte: un piccolo esempio non prediligiamo la parte naturale avanti perché è la prima a colpire come Bruce Lee ha sempre sostenuto cioè la parte forte avanti nella maggior parte delle discipline la parte forte è portata dietro mettendo la guardia sulla parte sinistra.

Come hai conosciuto il Jeet kune do?

Ho conosciuto il Jeet kune do subito dopo essermi interessato a Bruce Lee ,nel senso, uscirono in Italia i primi suoi film così mi misi alla ricerca di notizie, acquistai dei libri raffiguranti la sua immagine uno in particolare delle edizioni mediterranee con su scritto” il libro segreto di Bruce Lee” tao of Jeet kune do e compresi che Bruce creò il Jeet kune do definendolo un non stile.

Dai miti di Rocky Balboa e Van Damme le arti marziali più conosciute erano kickboxing e boxe. Come sei riuscito ad introdurre il jeet kune do?

Rispondo ironicamente Bruce Lee esisteva prima di Van Damme e di Rocky Balboa, basta semplicemente dire che il Jkd è l’arte fondata dal piccolo drago, molto più noto .

Prima di essere istruttore, sei un grande atleta e hai studiato con i Sifu più importanti.

Sono stato un atleta agonista e curioso di scoprire ed imparare sempre più, così dopo il percorso fatto a Roma di oltre due anni, praticando e facendo il corso per diventare istruttore allo stesso tempo partecipavo ai vari seminari tenuti dalla scuola dove mi allenavo. Lì ho potuto conoscere ed allenarmi con molti Maestri. Essendo il Jkd concept all’epoca si facevano seminari con maestri famosi di qualsiasi disciplina, successivamente il capo scuola nonché mio maestro all’epoca Alessandro Colonnese, nella sua scuola iniziò a far seminari con allievi di Dan Inisanto, Paul Vunack, Scoot Dobs e per molti anni direttamente con l’Larry  Hartsell allievo diretto di Bruce Lee che si dilettava con il grappling . Nel 2010, curioso di scoprire il Jkd original contattai Sifu Tim Tackett e successivamente ho avuto il piacere di seguirlo in diversi seminari sia in Italia che in America e fu lui stesso a farmi conoscere Sifu Vincent Raimondi, suo allievo certificato e di Ted Wong allievo privato e amico di Bruce Lee. Nel 2014 dopo moltissimi seminari sia in Italia che in America ebbi l’onore di diventare un loro full  instructor, loro rappresentante in Italia. Ho fatto moltissimi seminari con altri Maestri come Sifu Joquin Marcelo allievo diretto di Ted  Wong , Dan Inosanto allievo diretto di Bruce Lee ,poi naturalmente con tutto il gruppo del WNG.

Dopo un tuo viaggio in America sei diventato allievo diretto di Tim Tacket e Vincent Raimondi, il primo allievo di Bruce Lee.  Come é cambiata la tua carriera dopo aver studiato con loro?

Sono diventato allievo e istruttore wng dopo molti seminari e vari viaggi in America Di Sifu Raimondi e di Sifu Tim Tackett riconosciuto dalla stessa Linda Lee, allievo di prima generazione di Bruce Lee come tutti gli altri di quell epoca Jerry Pootet, Bob Bremer , larry Hartsell, Ted Wong, Dan Inosanto e molti altri .Aver studiato prima con Sifu Tim Tackett e Sifu Raimondi direttamente per dieci anni mi ha fatto crescere sia tecnicamente che come formazione: sono migliorato e ciò non toglie che il bagaglio tecnico che avevo costruito dall’ età di quattordici anni tra gare e seminari e Martial Day non mi sia servito anzi ,quindi il concetto è: “ c’è sempre da imparare”. Non credo ci sia istruttore o maestro finito, se tale si definisce non si diventa istruttori con attestati di partecipazioni o con una o due foto fatte ad un seminario.

Giovanissimo hai girato un film “pit Fighting”.  Com’è nata questa idea? Ci sarà la continuazione?

A dire il vero c’è già una sceneggiatura pronta da anni, ma per diversi impegni la cosa è sempre saltata ,nel 2004-2005 ancora inedito ci fu anche the cops of City in altra pellicola, tornando alla domanda se ci fossero i presupposti, sì farei il sequel di pitfighting.