Sab 11 Lug 2020
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I Fari della Calabria : un tesoro hollywoodiano non valorizzato

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di Anna Zupi

I Fari hanno sempre attratto grandi e piccini. La magia dei film che cattura dai baci appassionati per i più romantici ai rifugi segreti per gli amanti della suspense.

Di certo ad accontentare tutti è lo spettacolo del mare e dei meravigliosi tramonti che solo da un faro si possono osservare. Se prima era un sogno hollywoodiano, Ivan Comi, ci aiuterà a scoprire i fari della Calabria: un piccolo tesoro non valorizzato, ma sicuramente da visitare.

 I fari da sempre hanno affascinato grandi e piccini nei film hollywoodiani e difficilmente si pensa che anche in Calabria possa esistere uno spettacolo simile; ci racconta quanti fari esistono e come si possono ammirare?

Da quando ero piccolo, sono sempre rimasto affascinato da queste sentinelle luminose, hanno sempre rappresentato per me un simbolo un ancora di salvezza per tutti i naviganti, bellissimi quelli immersi nella vegetazione in isole in pieno oceano. La mia ricerca su quelli calabresi è nata dalla curiosità di scoprirli poiché andando fuori all’estero, portavo a casa sempre cartoline, poster o libri di quelli stranieri. Questa mia esplorazione nata circa cinque anni fa mi ha fatto conoscere i dodici fari esistenti nella nostra Calabria. Da Punta Alice, Capo Colonne, Capo Rizzuto, Punta Stilo, Capo Spartivento, Capo dell’Armi, Punta Pezzo, Scilla, Capo Vaticano, Capo Suvero, Paola e Capo Bonifati camminiamo su quasi ottocento chilometri di costa. Due strade statali ben conosciute in Calabria la statale 106 ,sulla costa Ionica e la statale diciotto ,su quella Tirrenica ci permettono di passare vicinissimo ai Fari e di poterli ammirare dall’esterno. Per poterci entrare e parlare con i loro custodi, quindi personale tecnico nautico o semplicemente faristi bisogna essere autorizzati dalla Marina Militare: ente che li gestisce in tutto e per tutto.
Ha speso gran parte della sua vita allo studio e al funzionamento dei fari, ma com’è nata questa passione specie in una regione difficile che non dà incentivi ai giovani.

Non è proprio esatto parlare di una vita, ma possiamo dire in maniera più precisa gli ultimi cinque anni della mia vita.
Non ho mai pensato di trovare un’idea che potesse essere una scelta per fare business e quindi alla ricerca d’incentivi per poterla realizzare, ma sono sempre stato spinto da una passione, cioè quella di fare sicuramente qualcosa che mi potesse piacere senza pensare a un ritorno economico: quando c’è la passione di mezzo i limiti, si spostano notevolmente in avanti e di parecchio. E proprio questa passione, che accompagnata da altre, di professionisti che mi hanno supportato nella seconda parte dell’opera, che ha realizzato a questo progetto ambizioso e unico fino ad ora nella nostra terra.
E’ chiaro che dopo lo sforzo economico e professionale di tutto ciò, ora abbiamo necessariamente bisogno di un aiuto sostanzioso per divulgare la stessa opera in Italia e nel mondo: un aiuto che, per l’entità del “peso” economico può arrivare solo dalle Istituzioni calabresi e Nazionali.

Il suo foto libro è rimasto intrappolato nel vortice lockdown e piano piano state sponsorizzando questo prodotto che illustra la meraviglia dei fari e ne racconta la storia in due lingue: inglese è italiano. Ci racconti com’è nato il libro.

Si è vero questo periodo appena trascorso ha fermato il mondo e di conseguenza anche un’opera multimediale come la nostra, ma non voglio dire che ci siamo fermati ma sicuramente abbiamo rallentato pensando in maniera positiva a come ripartire più forti di prima e cosi stiamo cercando di fare.
L’idea, come tutte quelle originali, è nata per caso a tavola mentre pranzavo con mia moglie e la nostra piccola Nicole, ero alla ricerca di trovare un idea originale e fuori dalla portata di tutti, alcune volte pensiamo di copiare qualche idee prese da chi sa dove e non ci accorgiamo di avere sotto il nostro naso quello che effettivamente ci serve. Amante del mare e appassionato e praticante di vela ho pensato ai fari. Per la mia passione verso di essi e perché stanno sulle coste a vigilare sul nostro splendido mare calabrese. Da qui telefonai alla Marina Militare Italiana a Roma per chiedere informazioni trovai una persona gentile che mi rispose al telefono, qui vorrei aprire una parentesi sul caso, mi rispose un ufficiale che si era diplomato presso il mio stesso istituto tecnico quindi calabrese che abitava prima di diventare ufficiale nel palazzo dove avevamo lo studio di produzione Audio video. Qui una lampadina mi si accese e dissi nella mia mente il caso mi sta aiutando, sa sono quelle forme di casualità che t’incoraggiano ad andare avanti. Mi spiegò tutto quello che dovevo fare e cosi inviai la richiesta per raccomandata presso il ministero della Marina, ma esclusivamente per fare delle foto per realizzare una mostra fotografica gratuita. Aspettai ben sei mesi per ricevere la risposta positiva quindi partii e dopo qualche settimana di foto mi accorsi che si poteva fare molto di più di una semplice mostra fotografica, quindi trasmisi un’altra domanda alla marina per scrivere un libro e un documentario. Oggi abbiamo in mano un libro cartonato I FARI DELLA CALABRIA TRA NATURA ED ARCHEOLOGIA di duecentosettanta pagine con testi tradotti anche in inglese dove a parte le oltre 200 fotografie dei fari ripresi in esterno e interno abbiamo la storia dei comuni che li ospitano. Il film documentario LA MAGIA DEI CRISTALLI che doveva essere un classico documentario di venti minuti televisivi è diventato un film documentario di ben novantasette minuti ad aiutarmi in tutto ciò non posso fare almeno di ringraziare mia sorella Nadia per il libro ed il mio amico montatore e regista Filippo Corrieri grande professionista che ha contribuito notevolmente alla riuscita di questo film, portando un notevole contributo con l’aiuto di altri professionisti che hanno confezionato questo prodotto al massimo di quello che si poteva fare.

Da quanti anni lavora con i fari e quali difficoltà ha incontrato?

Come detto in precedenza sono cinque anni anche se all’inizio non in maniera continua. Le difficoltà? Un mare di difficoltà alcune volte anche scoraggianti. Le prime in assoluto purtroppo la mancanza di persone che condividessero con me il progetto senza essere retribuite del resto io fino ad oggi ho solamente investito di tasca mia sul progetto. Questo era molto scoraggiante io ero alla ricerca di persone che mi aiutassero e che sicuramente dopo avrebbero diviso la gloria e forse anche una parte economica insieme a me sempre se fosse arrivata. Di conseguenza se io avessi dovuto pagare qualcuno per poter fare il lavoro che anche io avrei potuto fare, avrei fatto da solo, sicuramente impiegando maggior tempo: e cosi è stato fatto. Alcune volte ho avuto degli incoraggiamenti da parte di perfetti estranei prima, ma amici ora, parlo del polo museale della Calabria che dopo aver conosciuto il Dott. Aversa direttore del parco archeologico di Capo Colonne per mezzo di una foto scattata alle tre del mattino dal suo parco al faro di Capo Colonne, mi hanno dato la spinta anche emotiva e altrettanto simbolica economicamente insieme alla Dott. Agostino e alla dirigente Acordon a crederci ed andare avanti. Purtroppo non posso parlare benissimo dei Comuni e della Regione almeno fino a oggi, nessun aiuto economico è arrivato; eppure si tratta di un’opera che tocca tutto il territorio calabrese e comunale per via dei fari ospitati nel loro territorio. Vogliamo essere positivi e attendere ancora un po’ da far prendere visione del potenziale di questa opera. In questi giorni stiamo interloquendo con l’assessorato competente della regione Calabria per esporre a questa nuova amministrazione il valore del progetto.

Perchè la Calabria non viene mai pubblicizzata ed i turisti non vengono invitati a visitare i fari? 

La prima pubblicità deve essere fatta da noi cittadini, dovremmo essere tutti compatti e remare in un’unica direzione, cioè quella della salvaguardia del nostro territorio e nella valorizzazione del nostro patrimonio artistico e culturale,  dobbiamo pensare che tutto quello che ci circonda è anche nostro altrimenti non valorizzeremo mai nulla. Questo potrebbe essere un ottimo punto di partenza, il fatto di lavorare bene oggi per lasciare qualcosa di ottimo per domani ai nostri successori. Sicuramente con questi obbiettivi la classe politica in tutto e per tutto dovrebbe ascoltare delle persone che hanno queste ambizioni e non quelle dei propri interessi personali, oramai messaggio ampiamente diffuso anche oltre i confini nazionali e quindi non solo calabresi. Effettivamente la classe dirigente politica è il nostro specchio nella maggior parte dei casi.
L’opera in oggetto è solo una finestra sul mondo: dei fari da far conoscere a noi calabresi e al popolo estero, e proprio qui che vogliamo arrivare come Associazione Culturale la Vie, cioè quella di portare turisti facendo visitare i fari: naturalmente autorizzati dalla Marina Militare Italiana mediante permessi speciali oramai per noi molto più semplici e con l’occasione far conoscere tutto il nostro patrimonio naturalistico, storico, ed enogastronomico della nostra bellissima terra, la Calabria. Tutto pronto e ben confezionato per poter essere  illustrato alle Istituzioni che vogliono una regione all’altezza di tanti altri Paesi sparsi nel mondo.