Sab 11 Lug 2020
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Caos rifiuti. Calabra Maceri: “Molti comuni rischiano di rimanere senza servizi”

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In prospettiva della cessazione del contratto in essere con l’Ato 1 CS, Calabra Maceri, attraverso un comunicato stampa, segnala che a decorrere dal 1 luglio 2020 il rapporto contrattuale tra l’azienda e molti comuni del cosentino risulta decaduto. 

“Sono state recapitate stamattina ai Sindaci, ai Responsabili del Servizio, ai Responsabili Finanziari dei comuni di Belvedere, Carolei, Casali del Manco, Castrolibero, Castrovillari, Cerisano, Dipignano, Guardia Piemontese, Marano Marchesato, Montalto Uffugo, Pietrafitta, Rende, Rose, San Fili, San Lucido, San Nicola Arcella, San Vincenzo La Costa e Zumpano, e per conoscenza all’Ato 1 Cosenza, le comunicazioni ufficiali con cui si invitano i singoli comuni a prendere atto che a decorrere dal 1 luglio 2020 il rapporto contrattuale tra Calabra Maceri e Servizi S.p.A. e l’ATO 1 CS risulta decaduto, che lo stesso  non prevede una proroga tecnica, e che pertanto, diviene necessario disciplinare le condizioni di un futuro rapporto contrattuale con il ns. impianto per le attività efferenti il trattamento di rifiuti Rur CER 200301 e Ford/Verde CER 200108/200201.

Premesso che ad oggi non è stato dato avvio ad alcuna procedura ad evidenza pubblica utile ad individuare il gestore del servizio e pertanto non risulta applicabile la proroga tecnica, ma solo un eventuale rinnovo del contratto, previa verifica di tutte le condizioni contrattuali; considerato che quest’ultime, sottoscritte tra l’ATO 1 CS e la ns. azienda, prevedevano un attento monitoraggio dei flussi finanziari costituiti dai versamenti dei Comuni, ma ad oggi le stesse condizioni sono rimaste inadempiute, e ciò costituisce oltre che violazione contrattuale anche un grave problema “di sistema”, in quanto non permette da un lato la regolare copertura dei costi sostenuti dall’impresa (per lo più personale e fornitori) e dall’altro garantire il servizio nei confronti dei Comuni che hanno effettivamente versato le somme dovute; considerato inoltre che lo smaltimento degli scarti si è via via ridotto con l’esaurirsi delle volumetrie nelle discariche di servizio regionali, con la conseguenza che il ns. impianto è gravato da circa 6500 t. di scarto stoccato che si fa sempre più fatica a collocare, per cui è necessario, almeno per una parte degli scarti, ricorrere a smaltimento in impianti extra regionali, che richiedono in primis l’anticipazione dei corrispettivi; e che per far fronte ad un nuovo eventuale impegno contrattuale, questa impresa ritiene che solo il rapporto diretto con le singole amministrazioni, eventualmente anche in un rapporto contrattuale che coinvolga anche l’ATO, consentirebbe da un lato di premiare i Comuni “virtuosi” e dall’altro di non pregiudicare l’attività di impresa del gestore.

A tale proposito, l’azienda ha inteso formulare una proposta economica  alle varie amministrazioni, elaborando i costi che le stesse andranno a sostenere in base alle previsioni di smaltimento di una parte dei residui in impianti extra regionali, precisando che il nuovo contratto dovrà prevedere il pagamento anticipato del 30% del suo valore, per come disciplinato dall’art. 35 c. 18 del D. Lgs. 50\2016 ed esteso dal Decreto Rilancio,  in quanto costituisce un diritto per l’appaltatore e non una mera facoltà da accordare. Entro i 15 gg. successivi al mese di conferimento sarà emessa fattura mensile per i quantitativi conferiti. La somma del 30% del valore del contratto dovrà essere versata in via anticipata, così per come previsto dalla vigente normativa (Codice contratti, Decreto Rilancio), che sarà compensata nelle ultime due fatture. Resta inteso che in caso di mancato pagamento anche solo di una delle fatture, questa impresa sarà autorizzata a sospendere le prestazioni di cui al futuro contratto. Si specifica che entro il 31 ottobre 2020 e entro il 31 gennaio 2021, a seguito di rendicontazione puntuale da effettuare con gli uffici tecnici del Comune e/o con gli uffici dell’ATO 1 CS e/o regionali, si provvederanno a stornare a favore del Comune e/o dell’ATO 1 le eventuali maggiori somme incassate che non attengono l’attività dell’impianto e gli smaltimenti diretti effettuati dallo stesso ns. impianto, ovvero l’ATO 1 CS dovrà individuare fin da subito le percentuali non dovute al gestore e disciplinare il pagamento della sola quota di propria competenza. 

L’azienda precisa che senza i dovuti e legittimi atti amministrativi non potrà dare esecuzione ad alcun servizio ed invita gli Enti in indirizzo ad astenersi dal richiedere attività senza alcun contratto in essere.”