Ven 20 Mag 2022
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Leonardo Saraceni: il “Mozart” calabrese Maestro di fama mondiale

di Anna Zupi

Proprio come Mozart, il Maestro Leonardo Saraceni inizia a comporre sin da piccolissimo, ma i suoi lavori non gli venivano riconosciuti: un bambino prodigio. Musicista, compositore e autore dedica la maggior parte dei suoi anni per studiare e migliorarsi senza accontentarsi delle piccole nozioni. Dalle grandi collaborazioni con i nomi illustri del panorama internazionale musicale alle turnèe: un crescendo di esperienze frutto dei sacrifici e della dedizione impiegata dal Maestro Leonardo Saraceni.

 Da quando suoni e come ti sei avvicinato alla musica?

Ho iniziato a suonare il Pianoforte a 5 anni, poi a 11 ho fatto il mio primo concerto. Prima di me, i miei genitori avevano mandato a lezione di pianoforte mia sorella Carla, più grande di cinque anni, di conseguenza poi è toccato a me e poi, ovviamente, per chiudere il cerchio, a mio fratello minore Alessandro. È iniziato tutto così, per puro caso.

Mi racconti un po’ dei tuoi studi musicali?

Ricordo che in terza elementare già suonavo Mozart, in particolare la Sonata K545 e la Fantasia in Re m.… bei ricordi. Il mio primo e vero Maestro è stato Luigi Roig, sud americano di Costa Rica. Ne ho un ricordo bellissimo e di grande affetto, oltre che di ammirazione: aveva un tocco preciso e avvolgente, un vero artista; quando passò a miglior vita mi affidai ad altri maestri che comunque si dimostrarono inadatti e impreparati a seguire la mia indole, ma questa è un’altra storia. Dopo il Liceo Classico mi iscrissi al DAMS di Bologna e in contemporanea studiavo pianoforte privatamente a Roma con il M° Walter Fischetti: è con lui che in soli quattro anni ho recuperato il tempo perso ed ho portato a termine tutto il percorso di studi, diplomandomi da privatista al Conservatorio di Pescara. È stato un impegno pazzesco che solo la passione mi ha dato la forza di sostenere, infatti all’epoca il percorso era decennale e gli esami li ho sostenuti tutti a memoria, non come adesso che in tre anni sei già professore e se poi fai il biennio sembra che sei un genio,

ma anche questa è un’altra storia, dove chi di dovere dovrebbe riportare lo studio della musica all’antico prestigio che ci ha sempre distinti il tutto il mondo. Per concludere, poi mi perfezionai con la grande Marcella Crudeli.

 

Quando hai iniziato a comporre e cosa ti ha spinto a dover creare qualcosa di “tuo”?

Già da piccolino componevo pezzi al pianoforte e li scrivevo anche, conservo i miei “manoscritti” gelosamente. La cosa simpatica è che quando li facevo ascoltare nessuno credeva che li avessi composti io, mannaggia, ero troppo piccolo e per questo non credibile, come spesso capita ai bambini. Comunque continuai sempre a comporre, ma senza grandi pretese, fino a che durante il mio periodo di studi a Roma superai con successo l’esame di ammissione in Composizione al Conservatorio di Santa Cecilia. Ricordo che su otto posti disponibili fummo ammessi solo in quattro e in cima all’elenco c’era il mio nome, ero io ero il primo in graduatoria: una emozione indescrivibile, frutto anche di uno studio intenso, senza compromessi, studiare e basta. Ho poi avuto anche la fortuna di essere seguito da un Maestro favoloso, Paolo Arcà, all’epoca direttore alla Scala di Milano, con cui ho imparato veramente il “senso” dell’Armonia e la costruzione della “Forma”, oltre naturalmente alle infinite regole imposte dalle piccole sette note, è un mondo fantastico.

 La tua carriera è stata un crescendo di successi, orgoglio per la Calabria ci racconti come si è evoluta?

La carriera è la storia delle proprie competenze, di quelle che vengono riconosciute da chi traccia percorsi culturali ed artistici che rimangono nel tempo, non certo dallo sponsor politico o dall’amico di cordata. Prima di scrivere sul mio curriculum “concertista” non so neanche io quante decine e decine di concerti ho fatto per non so quante associazioni. È stata una gavetta formativa e positiva da cui ho capito tante cose che ancora oggi mi tornano utili e che cerco di trasmettere ai miei allievi. Poi ecco che nel ’92 mi propongono una intera tournée in Sicilia, la prima della mia vita, puoi immaginare. Quindi ne è seguita un’altra in Germania, dove vado regolarmente quasi tutti gli anni, conclusasi con successo al Conservatorio di Norimberga e così a seguire fino in Messico, dove ho fatto tante tournée in teatri bellissimi ed insegnato anche all’Università a cadenza annuale ed al Conservatorio di Stato, rispettivamente a Guanajuato ed a Celaya. Se tutto va bene ci ritornerò il prossimo novembre con mia figlia Iole, che si è laureata in Canto Lirico l’anno scorso, quindi ora è anche una collega.

 Oltre ad essere un compositore hai anche pubblicato partiture e libri di musica.

Si, quasi tutta la mia produzione è pubblicata, nonché inserita nei cataloghi di Mondadori Store, Libreria Universitaria, La Feltrinelli, IBS, ma ce ne sono tanti altri reperibili in rete e poi alcuni interpreti hanno anche inciso alcuni miei pezzi, anche in RAI Radio 2 hanno trasmesso varie volte.

Tra l’altro è di prossima uscita un CD dove Marcella Crudeli interpreta i miei Studi Op.10 ed i Preludi Op. 14; è ormai quasi tutto pronto.

 Nella tua onoratissima carriera hai suonato con grandi celebrità mondiali

Più che suonato insieme, ho avuto con loro un contatto diretto professionale e di amicizia, infatti preferisco fare il solista; ho provato a suonare in duo, trio, ma non mi sento a mio agio, meglio da solista, perché in questo caso esprimi tutto quello che senti dentro, senza riserve, specie se lo fai con una orchestra che ti accompagna. Tra le varie personalità con cui ho avuto l’onore di fare musica, mi piace ricordare, oltre alla già citata Marcella Crudeli, anche Rolando Nicolosi,  Riccardo Allorto, Aquiles delle Vigne, Josè Maria Melgar, Sergio Calligaris, Rodolfo Ponce Montero, Maja Samargieva, Hilda Esther Sandoval Mendoza, Soyung Yu, Maria Bodo. Stiamo parlando di una parte del firmamento musicale mondiale e te li ho nominati pensando a delle tappe della mia carriera, ma sappi che ce ne sono tanti altri a cui mando un caro saluto, se mi leggeranno, ma non c’è spazio per nominarli tutti.

 Una delle tue ultime lotte è la lotta sul Copyright. Ci spieghi il tuo punto di vista?

Ultimamente è stata approvata dal Parlamento Europeo una legge a tutela di noi Autori per quanto riguarda la rete internet, oltre ad altri tanti vari aspetti. Purtroppo la legge è fatta, ma non ancora attuata. In qualità di iscritto alla SIAE, lo sono dal 1982, ho ricevuto l’invito alla mobilitazione da Giulio Rapetti Mogol che ho ovviamente accolto e diffuso il più possibile, purtroppo però è ancora tutto fermo. Speriamo in un futuro prossimo di avere delle risposte concrete.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sicuramente sono in attesa di ingaggio dei concerti rimandati a causa della pandemia: dovevo andare in Romania, poi a Francoforte, quindi in altre città italiane per la promozione del mio CD “Le Emozioni che restano”. Avevo a Roma da svolgere gli esami con l’Accademia Pianistica Internazionale EPTA Italy di alcuni miei allievi della Scuola di Musica “F. Cilea”, che dirigo dal 1989,  nonché una master class con degli altri studenti provenienti da Vienna. Tutto rimandato, con esclusione della V Edizione del “Music in the World” che ha una sua prima selezione online e di cui a breve uscirà il bando; vedremo in seguito come fare quella live. Inoltre avevo dei progetti con mia figlia Iole: si vedrà, facciamo passare questo brutto momento che ha colpito tutto il mondo.

Un augurio ed un consiglio ai giovani che studiano musica

Caro giovane che studi musica, non dovrai mai credere alle lusinghe né mai riposare sui successi ottenuti perché entrambe le cose ti ostacoleranno il cammino; invece ogni successo dovrà rappresentare una tappa, mai una meta e che l’umiltà sia il lume con cui potrai brillare sempre di luce propria, mai riflessa da altri. La musica ti accompagnerà per sempre, ricordatelo, per tutta la vita e se sarai in grado di capirla, ti renderà anche felice.