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L’Italia post COVID: uffici pubblici chiusi e discoteche aperte

A cura dell’Avv. Luigi Salvatore Falco

Nei mesi del c.d. lockdown e, immediatamente, successivi per gli italiani è stato estremamente difficoltoso (in alcuni casi quasi impossibile!) accedere ai pubblici servizi.

Ciò a seguito dei provvedimenti del Governo che hanno previsto il c.d “smart working” anche nelle Pubbliche Amministrazioni al fine di ridurre il rischio di contagio tra i dipendenti pubblici e l’utenza.

Tale situazione – con tutta probabilità – verrà prorogata sino al 31 dicembre.

Ebbene le contraddizioni sono tante e, di certo, non sono passate inosservate agli occhi attenti del popolo italiano.

Innanzitutto, è palese come talune tipologie di uffici pubblici, ad esempio quelli incaricati al rilascio di documenti autenticati, non possano “lavorare da remoto” o, quantomeno, possono farlo (e lo hanno fatto e lo stanno facendo!) ma in modo del tutto inefficiente.

Come può un ufficio designato al rilascio di documenti in originale lavorare in smart working?

Semplice: non può!

Ed ora veniamo alla più significativa delle contraddizioni: come si può permettere che gli uffici pubblici rimangano chiusi (o quasi!) mentre i locali dediti alla movida vengono, invece, riaperti?

Certo il Governo ha previsto delle regole di distanziamento che -puntualmente- vengono infrante grazie, anche, all’impossibilità della forza pubblica di controllare ogni pub, pizzeria, bar, discoteca e via discorrendo.

In ragione del paventato rischio di contagio, a molti cittadini è stato vietato di poter assistere i propri cari ricoverati in ospedale, di accedere (con celerità) ai servizi resi dai Comuni, Province e Regioni, del Catasto, dell’Agenzia delle Entrate per non parlare, poi, del settore della Giustizia -quasi- totalmente in arresto come, anche, quello della Scuola e dell’Istruzione.

Ed intanto, quotidianamente, assistiamo alla luce del sole (o forse sarebbe meglio dire della luna) a mega assembramenti nei locali della movida.

Così non va bene.

Questo Governo deve avere la forza, la lucidità e, soprattutto, il coraggio di decidere di riaprire tutto poiché queste “due Italie”, una pubblica semi chiusa e l’altra privata del tutto aperta, non hanno modo di coesistere ancora per molto se non a totale scapito degli italiani.