Lun 15 Lug 2024
spot_img
HomeCostume & SocietàCultura"Giù la maschera", un successo la...

“Giù la maschera”, un successo la seconda edizione della rassegna AlterEgo

di Letizia Lucio*

Si è conclusa giovedì, tra il consenso generale, la seconda edizione de “Giù la maschera” A. D. 2020 che ha tenuto banco dal 7 luglio scorso presso il Museo del presente. La rassegna d’arte contemporanea organizzata e diretta dall’associazione culturale “AlterEgo”, guidata da Francesca lo Celso, oltre ad un lusinghiero consenso popolare, ha raggiunto il suo scopo primario: oltrepassare i limiti “im-posti” da una visione distorta dell’arte e degli artisti che spesso sottende intenti tutt’altro che meramente espressivi. Tutto ciò è stato possibile, oltre al tema stesso scelto per la rassegna, dall’impegno e dal forte legame che si è instaurato tra gli organizzatori e gli artisti e alle magnifiche interpretazioni che, del tema, hanno espresso le relatrici. Un caloroso ringraziamento alla dott. ssa Mariateresa Buccieri per aver sottolineato l’impegno profuso nell’organizzazione di un evento che ha superato, egregiamente, mille ostali. Grazie a Mariateresa per i consigli e la sua professionalità.

La visione proposta dalla dott. ssa Giulia Fresca comincia col percorrere il sentiero etimologico, “maschera” che è uguale a “persona” e che, a sua volta, è uguale ad “essere oltre”. “La maschera, dapprima, rappresentava lo strumento attraverso il quale risuonava la voce dell’attore. Successivamente il significato di “personaggio” e poi “d’individuo” e, nel tempo, nel senso comune del linguaggio, la radice della parola “persona” divenne opposto alla parola “maschera”. L’uomo-aggiunge la dott. ssa Fresca- non ha creato maschere per nascondersi, ma, al contrario, per poter apparire. Gli “attori” che recitano dentro di noi spesso sono in conflitto tra loro. Il nostro compito dovrebbe essere quello di riuscire ad attivare il processo di individuazione che porti alla totale armonizzazione, ciò che Jung ha definito “il pieno raggiungimento del Sé” Siamo sempre dominati da un archetipo ma quando questi è eccessivo, il soggetto ne è totalmente invaso. Quando la Persona si ‘perde’, bisogna ritrovare il ruolo ed il valore originario di Maschera. Serve un cambio di paradigma. Bisogna cambiare regole e prospettive, adeguare il proprio sguardo a un modo nuovo di interpretare la realtà. E prima che si stabilisca un nuovo paradigma-conclude la dott. ssa Fresca- una nuova normalità, esiste un momento in cui tutte le possibilità sono aperte”. La dott. ssa Annamaria Lico ha, invece, oltrepassato i confini della modernità e ci ha accompagnati attraverso un percorso socio- antropologico accattivante e colmo di significati. Un excursus su ciò che la maschera ha rappresentato per l’umanità, ancor prima che apollineo e dionisiaco si interfacciassero.

Ha compiuto un percorso evolutivo in cui ha, man mano, evidenziato anche l’accezione positiva delle “maschere”, della necessità, a volte di spogliarsi delle proprie quotidiane emozioni per intraprendere un, spesso breve, viaggio in una coscienza diversa e/o in quello stato di incoscienza che per una volta viene tramutato in realtà. Una ciclicità temporale necessaria per la rinascita, il rinnovamento, l’inevitabile ripresa.

La direttrice artistica dell’evento, Francesca Lo Celso è stata piacevolmente travolta dall’entusiasmo generale e ha gestito, con maestria, impicci e piccole nevrosi. Un grazie all’amministrazione comunale della città di Rende che ci ha concesso una location di prestigio per poter esprimere, ancora una volta, la nostra “diversità”.

*AlterEgo ASC