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Nasce “La Casa dei Folletti”: il “guerrilla gardening” a Cosenza

di Anna Zupi

L’avvocato Angelo Napolitano è l’autore della Casa dei Folletti o “Parco delle Civiltà Maestre”.

Una struttura situata a Portapiana (Cosenza) unica nel suo genere. Il progetto nasce con lo stile del “guerrilla gardening” e si estende fino a rappresentare un vero e proprio museo in miniatura. Un museo che racchiude la base delle civiltà medievali.

 

La sua struttura nasce da un progetto ben definito oppure ha seguito lo stile “guerrilla gardening”? Qui a Cosenza sarebbe unico.

L’idea nasce essenzialmente dall’esigenza di ripulire gli spazi adiacenti la casa. Fatta la pulizia, mi è venuto in mente di terrazzare la collinetta e piantare qualche fiore. A un certo punto ho messo dei merli alla sommità di una delle strutte di contenimento: da lì l’idea di fare una torre e poi un’altra e continuare con i merli. Sono appassionato del Medioevo, quindi la fantasia si è liberata.
Nel contempo mi è venuto in mente di contenere la parte più ripida e ho cominciato a sistemare delle lunghe assi con attaccati i tozzetti dei pallet: le pedane. Ne è venuto fuori qualcosa simile all’Opus reticulatum: sistema costruttivo che caratterizza l’intero impero romano.

 

Con quale civiltà ha iniziato?
Ho cominciato col medioevo. Torri e merlature. Tutta la zona a destra è Medioevo, con l’Opus romana. Alla zona a sinistra ho messo mano durante la clausura da covid. Prima ho terrazzato e poi ho sistemato i primi templi che nel frattempo andavo realizzando quello di Minerva: è il più curato.
Poiché tutto ciò che è Magna Grecia ha subito gli interventi di Roma, ho ripreso qualche idea dalla romanità. Accanto al Teatro c’è, infatti, una sorta di Comitium; le “casette” adiacenti sono d’ispirazione romana.
Di recente ho messo la Luna sui templi di Marte e Apollo. E’ la luna dei Druidi, i celtici. La Luna è quella di “Casta Diva”.
Cosa aggiungerà?
Conto di aggiungere una piramide e mi viene in mente qualcosa di islamico. Giusto per dare più senso al nome che avrei scelto per il mio gioco: “Parco delle Civiltà Maestre”.
Se pensiamo che i romani hanno civilizzato nel vero senso della parola i Paesi che oggi sono più sviluppati, basti pensare la Gran Bretagna, l’America..
“Quando ho visto il Museo nazionale di Copenaghen, con le loro misteriose “Pietre runiche” che risalgono al mille,ho pensato che, nel frattempo qui si era già consumata tutta la civiltà romana ed eravamo prossimi all’Umanesimo ed al Rinascimento.”
Sta utilizzando materiale di riciclo oppure acquista le materie prime per creare ogni singolo pezzo?
Uso essenzialmente le tavolette delle pedane. Centinaia di pedane disfatte recuperando anche i chiodi. Compro solo le viti che mi servono. Tutti gli altri elementi diversi provengono dal recupero di strutture che trovo per strada o che mi danno gli amici. Uso le radici di acacia, di spine. Ho realizzato dei personaggi d’ispirazione picaresca, ma sono in attesa di una sistemazione che li evidenzi meglio.
C’è una parte del parco che preferisce?
Si. Io. Lì dentro ci sono io bambino che gioca senza che nessuno mi rompa per farmi smettere!
Se potesse scegliere un periodo storico e un luogo del parco in cui vivere realmente quale sceglierebbe e perchè? Difficile per un estimatore come lei di entrambe le culture.
“Che periodo storico preferisco…? E quale parte del mio parco?
Allora… corro il rischio di apparire presuntuoso… Io sento di vivere tutte le mie età. Se gioco non “faccio” il bambino. Io sono bambino. Ridò spazio a quello che nella preadolescenza. Ha presente il concetto di eternità? Io vivo quella e non è una eternità limitata agli anni da me vissuti. Se faccio un tempio greco,sono un greco e via dicendo.