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“Lo Stretto indispensabile”, il romanzo d’esordio di Francesco Squillace

Se vuoi scrivere qualcosa di autentico, parla di qualcosa che conosci. Sicuramente parte da questa regola non scritta Francesco Squillace per il suo romanzo d’esordio, “Lo Stretto indispensabile”. Classe 1987, Squillace fa parte di quella nutrita schiera di giovani meridionali che, subito dopo la maturità, decide di trasferirsi al nord per studiare e porre le basi per il proprio futuro.

Esattamente quello che vuole fare Nino Zerbi, il protagonista del romanzo. Nino, che ha appena superato senza intoppi gli esami di maturità, si trova davanti ad uno dei momenti decisivi della vita: dopo l’eterno presente dell’adolescenza, è da qui che comincia il futuro. E se per i suoi coetanei la domanda più tipica è: “E adesso cosa faccio?”, per Nino il problema è un altro: “Ho già scelto quale sarà la mia strada, ma come faccio a dirlo ai miei amici e ai miei famigliari? Come trovare il coraggio?”.

Quello che Nino non può sapere è che questo, che all’inizio della storia gli sembra il problema più insormontabile del mondo, diventa rapidamente l’ultimo dei suoi pensieri, perché quando la vita comincia a correre come un fiume in piena, non c’è argine che tenga.

«Sicuramente, come tantissimi giovani e soprattutto giovani del sud, conosco bene le sensazioni che si provano nel dovere prendere una decisione del genere, nell’ammettere prima a se stessi e poi ai propri cari che si è scelto di proseguire lontano da casa e dagli affetti il proprio percorso», racconta l’autore, «e mi sono chiesto: cosa succederebbe se questa ricerca del coraggio di staccarsi dalle radici, portasse a trovare la forza di compiere ben altre azioni?».

Nell’estate più importante della sua vita, le prove per Nino non mancheranno: dopo gli esami, la paura di abbandonare gli affetti; dopo la perdita di un caro amico, la scoperta dei sentimenti che prova per Silvia; dopo i problemi di suo fratello Salvo, a cui la ‘ndrangheta estorce il pizzo, l’esplosione del bar dove lui e suoi amici vanno ogni giorno.

«Lo scoglio della reazione dei propri amici alla notizia che intende lasciare Reggio Calabria per andare a studiare a Pisa gli appare così insormontabile, che paradossalmente gli sembra più facile sfidare la ’ndrangheta e ricostruire un bar devastato dalle fiamme» spiega Francesco Squillace.

Lo Stretto indispensabile” è un romanzo di formazione, il racconto di un’estate che cambia gli equilibri e regala al protagonista del romanzo la vera maturità, che prescinde dai banchi di scuola ma è basata sul coraggio delle proprie scelte e delle proprie azioni.