Se da un lato il governo spinge per riaprire le scuole, dall’altro non tutti gli esperti sembrano fare da sponda al desiderio dell’Esecutivo. Prima il consigliere del ministro Roberto Speranza, ossia Walter Ricciardi, poi Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia all’Università di Padova, il virologo dei tamponi di Vo’ Euganeo. Il 65enne, in un’intervista concessa a La Stampa, ha evidenziato i punti critici del protocollo della scuola, ma non solo. Secondo lui ci sarebbe un rischio evidente di un nuovo lockdown.
Cosa fare per evitare un nuovo lockdown: parla Crisanti
Crisanti sposa il pensiero di Ricciardi, che nelle scorse ore ha alluso al rischio di non riapertura delle scuole: “È una persona di buon senso – ha detto il virologo -, si rende conto che le misure attuali sono passive e che davanti a un aumento del contagio non c’è difesa che tenga. Il governo tenta di riaprire le scuole, ma il problema è che vuol farlo senza pensare a come gestire l’emergenza in alternativa al lockdown”.
L’esperto sottolinea come se ad agosto siamo “a quasi 1.000 casi al giorno come si può pensare che non aumentino a ottobre e novembre?”. Per Crisanti, dunque, è necessario avere un piano adeguato che non si basi su “concetti astratti come distanze e banchi”, ma che agisca nel concreto per far sì che “la scuola non diventi un moltiplicatore di contagi”.
Tra le misure suggerite dal virologo:
- vaccinazione antinfluenzale obbligatoria per tutti;
- misurazione della temperatura all’ingresso abbassando la soglia da 37,5° a 37°;
- mappatura delle zone di residenza degli studenti: in caso di focolaio in una determinata area, i bambini che ci abitano dovrebbero osservare un periodo di isolamento;
- niente mascherina in classe.
Quanti tamponi fare secondo Crisanti
L’altro punto su cui fa leva Crisanti sono i tamponi, troppo pochi sino ad oggi: “Bisogna passare dagli attuali 60 mila a 250 mila al giorno“.
Secondo lui, infatti, sono “fondamentali per convivere col virus: in assenza di vaccino, dunque almeno per un anno, l’alternativa al potenziamento del sistema dei test è solo il lockdown“.
Va quindi migliorato il controllo di chi entra nel Paese, uniformando le misure del governo centrale su tutto il territorio: “Inaccettabile che ogni Regione vada per conto proprio: il governo deve decidere per tutti come su discoteche e assembramenti”.
Cosa fare con le elezioni? La risposta di Crisanti
Crisanti viene sollecitato anche sul tema delle elezioni. Il virologo esclude che debbano essere categoricamente rimandate perché “ci sono mezzi e modi per svolgerle in sicurezza. Il problema è: ci abbiamo pensato? Si è investito? Serviranno seggi adatti e personale adeguato”.
Anche perché l’infezione “è destinata a crescere, l’Italia non è isolata dal resto del mondo e non è mai arrivata al contagio zero, dunque resta esposta sia all’esterno sia all’interno”.
Cosa succederà in futuro? Crisanti evidenzia due scenari: “Può darsi che col crescere delle persone immuni l’epidemia sparisca da sola, oppure bisognerà attendere il vaccino o un farmaco specifico. In entrambi i casi ci vorrà tempo. Solo seguendo il metodo di Vo’ Euganeo e testando tutte le persone necessarie si circoscrive l’epidemia. Altrimenti il rischio è di un secondo lockdown”.



