Nessun distanziamento, nessuna mascherina, nessuno scrupolo per i divieti di assembramento. Il sabato sera di Cosenza, sembra essere andato contro tutte le regole, o meglio sembra non averne mai sentito parlare almeno a guardare le impressionanti immagini postate sui social di centinaia di giovani ammassati nella zona della movida.
Nonostante ancora in Calabria si registrino ogni giorno molti positivi in più rispetto al giorno precedente, tutto questo non sembra riguardare almeno una parte della popolazione che ha deciso divertirsi sopra ogni cosa anche la salute o il pericolo di infettare altra gente facendogli potenzialmente rischiare la vita.
L’enorme folla dei giovani desiderosi di divertimento, si è riversata nei locali all’aperto creando assembramenti pericolosi per la diffusione del Covid i cui numeri stanno raggiungendo cifre dei mesi scorsi quando era stato imposto il lockdown.
Quale è la motivazione che spinge questi giovani al divertimento a tutti i costi? Principalmente la negazione dell’esistenza del virus e l’assoluta sicurezza che, vista la giovane età, le conseguenze in caso di contagio non sarebbero così gravi come magari quelle di un adulto o di un anziano.
Cifre alla mano comunque, l’età degli infettati si è molto abbassata, rispetto agli inizi della pandemia dove l’età media si aggirava intorno ai 65 anni e quasi tutti con patologie pregresse. Ora invece le cose sono cambiate abbassando e anche di molto l’età degli infetti che finiscono in ospedale.



