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Luigi Lupo: “Trasporti, infrastrutture, sanità, lavoro. Record negativo in Calabria”

Calabria vittima di discriminazione da parte di uno Stato rivolto ad aumentare il distacco economico-sociale tra Nord e Sud.

A sostenerlo Luigi Camillo Lupo responsabile di “Cosenza Prima di Tutto”, il quale attraverso un comunicato stampa rende note le sue opinioni in merito.

“Treni fatiscenti, infrastrutture arretrate, sanità carente, disoccupazione che registra record su record in negativo.
Queste sono solo alcune delle voci che fanno della Calabria una delle regioni più povere e sottosviluppate d’Italia e d’Europa.

E’ da oltre 150 anni di vita dello Stato unitario che sentiamo parlare di questione meridionale che è stata sempre presente nella vita economica, sociale e politica del Paese, attraverso tutti i regimi politici, tutte le forme di governo e tutte le stagioni. Evocata, brandita, rivendicata, usurpata… si sprecano gli aggettivi per la questione più discussa e irrisolta della nostra storia contemporanea, la questione per antonomasia.

Come responsabile di Cosenza Prima di Tutto mi faccio portavoce di tutti quei giovani, donne e uomini che hanno vissuto e vivono una delle principali manifestazioni d’incompiutezza dell’Italia unita.
Siamo stufi di falsi proclami, stufi di essere discriminati continuamente da uno Stato che ha occhi attenti solo per interessi nordisti, stufi di essere etichettati come un popolo nullafacente, opportuni- sta e pigro.

Sono convinto che è necessaria una forte e dirompente presa di posizione da parte del popolo calabrese.
Nell’era delle tecnologie più avanzate è inconcepibile che i trasporti su rotaia in Calabria siano rimasti ai tempi del dopoguerra, pochi collegamenti con le città più importanti e totale assenza di alta velocità.In più di un’occasione ho sottolineato come in Calabria sono pochi i treni in circolazione, di cui i ritardi sono un marchio distintivo, le infrastrutture regionali sono indietro anni luce rispetto a quelle presenti nel resto del Paese, per non parlare dell’inefficienza e scarsa tempestività nel risolvere le sempre più frequenti .

E’ inaccettabile avere una sanità commissariata da anni che non dà alcuna risposta, nè certezza nelle cure. Ospedali chiusi, pericolanti, primitivi e sporchi sono l’emblema della totale indifferenza che

subiamo da parte di un Paese guidato da un governo che non ha alcun interesse nel migliorare la condizione sanitaria calabrese.
“La salute è il primo dovere della vita” recitava Oscar Wilde, in Calabria questo concetto è alquanto astratto e per alcuni versi utopistico.

Mete turistiche importanti (Praia a Mare su tutte) non dispongono di strutture ospedaliere all’altezza. Sostenere una visita o un esame i tempi di attesa sono biblici, per non parlare dei pronto soccorso. Siamo anche noi in Italia o no? Si parla tanto di accoglienza ai migranti, integrazione, ma i primi ad essere discriminati siamo noi. Come può, una regione come la nostra, risorgere dalle ceneri se non è rispettato il diritto alla salute?

Il fenomeno migratorio verso il Nord Italia e altri paesi europei che coinvolgono i giovani medici calabresi e i giovani in generale è in forte aumento, si parla tanto di occupazione giovanile con la pubblicizzazione di bandi e decreti utili solo a riempire pagine di giornali e fare propaganda ma non a dare risposte ai cittadini.

La Calabria ha bisogno di altro!!!
Si lanciano proposte e progetti senza conoscere le reali esigenze dei cittadini. Chi ci governa è totalmente distante dalle realtà territoriali.
Cosenza Prima di tutto ha deciso di fronteggiare la totale indifferenza dello Stato agendo da porta- voce e a supporto dei cittadini calabresi.
“Siamo pronti a mobilitarci, se necessario con azioni forti ma pacifiche, per ridare la dignità alla nostra Regione. Invaderemo strade e piazze, occuperemo stazioni e ospedali con manifestazioni e cortei affinché la voce del popolo calabrese possa finalmente essere ascoltata. Chiedo alla gente di Calabria di svegliarsi dal letargo voluto e imposto dai poteri forti e di sostenere e affiancare la battaglia di rivolta popolare calabrese per una Calabria migliore”.
Poco meno di due mesi fa, presso l’ospedale di Cosenza, perdevano la vita, per cause ancora sconosciute, Mariangela Colonnese e il bimbo che aveva in grembo, non possiamo, non dobbiamo e, soprattutto, non vogliamo più perdere persone care, amici, conoscenti a causa di una sanità inconsistente e debole. Per tali motivi, giorno 19 ottobre 2020 alle ore 19.00 saremo, nuovamente, davanti il pronto soccorso di Cosenza per pretendere una sanità degna di questo nome.”