Dopo le dichiarazioni del numero due alla Regione Calabria, ospite di un dibattito a Catania sul tema dell’egemonia culturale, scoppia la polemica, forse un po’ esagerata. Sul piede di guerra, naturalmente, il Pd e anche l’Anpi calabrese. Quest’ultima attraverso il suo coordinatore Mario Vallone fa sapere che: “La nostra regione ha già troppi problemi. Non si può far carico di un assessore che agisce fuori dal contesto civile con la sua continua apologia del razzismo e del fascismo. Ci aspettiamo meno timidezza in questa occasione da parte di tutti: della politica, mondo sindacale, associazioni, della chiesa. Allontanamento o dimissioni sono quanto auspichiamo”.
Durissimo il commento anche da parte del commissario regionale del Partito Democratico della Calabria Stefano Graziano il quale dichiara: “A Nino Spirlì chiediamo un atto di amore per la Calabria e le sue istituzioni. Rassegni le dimissioni perché con la sua ultima uscita calpesta le sofferenze e le battaglie di chi si batte contro le discriminazioni e l’odio. Spirlì non può rappresentare la Calabria che è terra di solidarietà e accoglienza”.
La notizia si diffonde immediatamente e a sua discolpa il vicepresidente della giunta regionale calabrese Nino Spirlì dichiara che “Ci stanno cancellando le parole di bocca, come se dire ‘zingaro’ sia già un giudizio negativo, ‘negro’ è la stessa cosa, in calabrese dico ‘niurio’ per dire negro, non c’è altro modo”. Spirlì sottolinea: “Nessuno mi può venire a dire ‘non puoi dire che sei ricchione’ per dire che sei ‘ricchione’, perché sei omofobo”, aggiunge. “Guai a chi mi vuole impedire di usare la parola ricchione per dire che sei ricchione”. “Non c’è cosa più brutta della lobby ‘frocia’, quella a cui dovrei appartenere io”, dice ancora riferendosi alla propria omosessualità. Poi conclude: “Io dirò ‘negro’ e dirò ‘frocio’ fino all’ultimo dei miei giorni. Che fanno, possono impedirmelo?”.
Ed ancora Spirlì: Quelli dei bronzi di Riace “sono culi che hanno più di duemila anni e sono così sodi che non possiamo coprirli, non metteremo mai le mutande ai bronzi, andare a coprire la bellezza… onestamente no, non ce la farei”. Dice ancora Nino Spirlì, vicepresidente della giunta regionale calabrese.
Parole che stanno facendo il giro del web tra le polemiche ma che sicuramente, in questo periodo di preoccupazioni maggiori, si sarebbero potute evitare, pensando a vicende e difficoltà ben più serie.
La chiosa la dedichiamo ad Oscar Wilde: “L’umanità si prende troppo sul serio. È il peccato originale del mondo. Se l’uomo delle caverne fosse stato capace di ridere, la storia sarebbe stata diversa.”



