Gio 22 Ott 2020
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Falsifica documenti e incassa rimborsi Irpef, arrestato 43enne di Camigliatello

I Carabinieri della Stazione di Camigliatello Silano e della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura di Cosenza hanno arrestato e posto ai domiciliari un 43enne di Camigliatello, accusato di truffa aggravata, sostituzione di persona, uso di atto falso, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione anche validi per l’espatrio falsi.

La misura cautelare è stata disposta dal gip presso il Tribunale di Cosenza, su richiesta dalla locale Procura della Repubblica.

L’indagine ha consentito di ricostruire un articolato sistema truffaldino, attraverso il quale l’indagato è riuscito ad impossessarsi delle somme di denaro spettanti agli aventi diritto quali rimborsi Irpef disposti dall’Agenzia delle Entrate, senza averne alcun titolo.

L’attività investigativa nasce da alcune denunce presentate, in tempi diversi, da privati cittadini, i quali dopo lunghe ed estenuanti attese, nella speranza di percepire i giusti e dovuti rimborsi Irpef relativi a dichiarazioni dei redditi degli anni precedenti (2016-2017), si recavano presso l’Agenzia delle Entrate di Cosenza per chiedere informazioni sui ritardi.

In quella sede, gli stessi denuncianti hanno appreso che i rimborsi a loro spettanti risultavano essere già stati erogati ed incassati dai destinatari. A tale incredibile notizia, le vittime, non avendo mai riscosso alcuna somma di denaro, non hanno potuto fare altro che rivolgersi ai militari dell’Arma e segnalare quanto accaduto.

Da qui una serie di accertamenti volti a ricostruire il modus operandi ed analizzare i casi registrati sul territorio.

L’attività della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura di Cosenza, sin qui svolta, protrattasi per circa un anno, ha permesso di appurare come il 43enne, di volta in volta, veniva dapprima in possesso fraudolentemente dei mandati dei pagamenti attinenti ai rimborsi spettanti alle vittime in originale e successivamente usando falsi documenti, carte di identità, patenti di guida, codici fiscali e false deleghe su cui apponeva falsi dati anagrafici – quelli delle vittime che poi hanno sporto denuncia – con la sua foto, si recava in vari Uffici Postali della Provincia di Cosenza, tra i quali Rende, Montalto Uffugo, San Giovanni in Fiore, Cosenza ed altri, per incassare le somme spettanti ai malcapitati ancora in attesa delle relative comunicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.