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Tamponi rapidi negli studi dei medici di famiglia, la proposta fa discutere

“Negli studi dei medici di medicina generale  non c’è la possibilità di mantenere separati il percorso sporco – casi sospetti Covid 19-,  con  il percorso pulito – altri pazienti, essendo appartamenti in privati condomini. Si corre il rischio concreto di causare  assembramenti e diffusione del virus – così Pina Onotri, Segretario Generale del Sindacato Medici Italiani critica la scelta di far effettuare i tamponi per il Covid 19 negli studi dei medici di famiglia.

Già per la somministrazione dei vaccini è impossibile attenersi alle disposizioni della Regione Lazio che richiedono la disponibilità di tre locali,  di cui uno per l’attesa, uno per la somministrazione del vaccino in locale diverso da quello visita, uno per l’osservazione.

Rischiamo di fare da untori e lasciare scoperta l’assistenza di migliaia di cittadini malati cronici  od oncologici, se mai dovessimo chiudere gli studi per sanificarli o metterci  in quarantena.

Siamo disponibili ad andare nelle scuole a tamponare  gli studenti ed il personale scolastico, provvisti di adeguati dispositivi di protezione personali e coperture assicurative; considerato che ad oggi i familiari dei colleghi morti non hanno avuto neanche il risarcimento.

Siamo disposti a dare supporto ai Servizi di Igiene e Sanità Pubblica (SISP), che sono completamente assenti e non prendono in carico i pazienti da noi segnalati.

Chiediamo che vengano istituite le Usca, come previsto dalla legge, per supportate i medici di medicina generale nella gestione dei pazienti covid.

La medicina generale sta facendo uno sforzo sovrumano per supportare i cittadini e soprattutto i malati fragili. Non riconoscerlo o denigrare è una vergogna!- conclude Onotri.