Si è dunque deciso di abbassare il periodo di quarantena da due settimane a 10 giorni e i positivi, per uscire dall’isolamento, non avranno più bisogno del doppio tampone negativo ma ne basterà uno. Sarà una circolare del direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Giovanni Rezza a chiarire le modalità.
Il Cts ha individuato 4 diverse tipologie di situazioni: i positivi asintomatici, i positivi sintomatici, i positivi asintomatici che non riescono a negativizzarsi e i contatti stretti. I primi dovranno osservare 10 giorni di quarantena, dalla diagnosi di positività, e poi sottoporsi ad un tampone molecolare; anche i sintomatici dovranno fare 10 giorni di isolamento, ma prima di sottoporsi all’unico tampone molecolare previsto dovranno aver passato almeno 3 giorni senza sintomi. Per i contatti stretti, dopo 10 giorni di quarantena, sarà invece possibile effettuare il test rapido dai medici di base.
Lo ha confermato anche il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri: entro una settimana, massimo dieci giorni, saranno disponibili 5 milioni di test antigenici, «un certo numero dei quali sarà a disposizione dei medici di base» per questo tipo di diagnosi.
L’ultima categoria sono i positivi che non riescono a negativizzarsi. Anche per loro, dieci giorni di quarantena e tampone molecolare, ma l’isolamento finirà in ogni caso dopo 21 giorni.



