Mer 21 Ott 2020
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Calabria: terra del paradosso. 80 mila euro agli ex consiglieri regionali

Ancora incongruenze e paradossi in Calabria. Insomma, altro che malaffare, la nostra è una regione dalle follie più assurde. L’ultima beffa ai danni dei tanti calabresi arriva dalla Regione Calabria ed a renderla pubblica, attraverso una nota stampa, i portavoce del Movimento 5 stelle, Laura Ferrara, Alessandro Melicchio, Anna Laura Orrico, Giuseppe Fabio Auddino, Riccardo Tucci, Elisa Scutellà e Massimo Misiti.

Gli ex consiglieri regionali calabresi continuano a percepire una lauto compenso economico.

I sette pentastellati rivolgono un appello: <<La Regione Calabria abolisca il contributo economico annuale alla fumosa e poco trasparente associazione degli ex Consiglieri regionali. Anche la nuova amministrazione regionale, guidata da Jole Santelli conferma nel Bilancio del Consiglio regionale per gli esercizi 2020/2022 la somma per il contributo all’associazione fra ex consiglieri, ben 80 mila euro.

Un’associazione che ha sede a Palazzo Campanella e che fra l’altro dovrebbe occuparsi di “tutelare gli interessi degli ex consiglieri derivanti dall’esercizio e dalla cessazione della loro carica consiliare.  Se sugli altri obiettivi non registriamo grande attivismo – emblematica è la pagina sul sito web dell’associazione, circa le attività sociali che riporta ‘nessun risultato’ – gran chiasso, alcuni componenti di questa associazione, lo hanno fatto per mantenere privilegi non dovuti: scongiurare in tutti i modi la riduzione dei vitalizi degli ex consiglieri regionali e difendere anche i vitalizi di chi aveva un passato da parlamentare.

Un’associazione che conta solo ed esclusivamente su contributi pubblici, quando in altre regioni sono le quote dei singoli soci a permetterne l’esistenza. I fondi erogati in tutti questi anni all’associazione sono eccessivi, uno schiaffo ai tanti cittadini che, ulteriormente in questo grave periodo di crisi, faticano ad andare avanti. Tale situazione deve cessare, se proprio l’Ente regionale vuole continuare a riconoscere l’associazione imponga l’autofinanziamento della stessa tramite quote associative e preveda contributi, così come per le altre associazioni, a fronte di effettive attività rivolte alla collettività e al bene comune. Nel frattempo gli ex consiglieri prendano esempio dagli eletti del Movimento 5 stelle e restituiscano alla Regione questi, non dovuti, 80mila euro affinché vengano utilizzati per fini sociali e di sostegno alle fasce più deboli.>>