Gio 17 Giu 2021
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Coronavirus, Calabria “zona arancione” da domani: cosa cambia

Rivoluzione nella mappa del rischio Covid in Italia. Piemonte, Calabria e Lombardia entrano in zona arancione da domenica 29 novembre. Ma cosa cambia nella vita quotidiana dei cittadini. Nel dettaglio il passaggio da zona rossa ad arancione va a incidere soprattutto sulla libertà di movimento. Ecco come.

Sarà possibile spostarsi liberamente e senza autocertificazione entro i confini del proprio comune (ma anche la zona rossa aveva alcune deroghe, come quella per fare la spesa); il coprifuoco rimane in vigore dalle 22 alle 5; resta in vigore il divieto di spostarsi al di fuori del comune e della regione, salvo i motivi di lavoro, salute, necessità e urgenza;
rimane consentita la possibilità di andare a trovare un parente o un amico non autosufficiente senza limiti di orario; rimane consentito raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o l’affidatario o muoversi per condurli a casa propria, anche tra comuni di aree differenti.

Bar e ristoranti hanno asporto consentito e limitazioni ma rimangono chiusi al pubblico (ma mense e catering no); i negozi di tutti gli altri tipi, compresi i centri commerciali, possono aprire, ma questi ultimi rimangono chiusi nei giorni festivi e prefestivi.area arancione lockdown

Per quanto riguarda le scuole, il cambiamento principale è il ritorno in aula degli studenti di seconda e terza media; la didattica rimane in presenza per elementari e asili; la DaD vale per le scuole superiori così come per le università, a parte le attività per le matricole e i laboratori; rimane anche confermata la riduzione della capienza fino al 50% per il trasporto pubblico, con l’eccezione di quello scolastico. Le attività del tempo libero (teatri, cinema, palestre, piscine) rimangono vietate mentre c’è il sì ai centri sportivi e alle competizione.

Restano chiusi palestre, piscine, centri benessere e centri termali. Vietato lo sport di contatto, ma è consentito svolgere all’aperto e a livello individuale i relativi allenamenti. È invece permesso frequentare i centri e i circoli sportivi, pubblici e privati, del proprio Comune o, in assenza di tali strutture, in Comuni limitrofi, per svolgere all’aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza creare assembramenti. Resta vietato utilizzare gli spazi adibiti a spogliatoio.