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Cosenza, OSS davanti la sede della AO: “Basta scippi”

Pretendono risposte gli Operatori Socio Sanitari cosentini che questa mattina si sono ritrovati davanti la sede dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza.

In 1044 hanno partecipato e superato la preselezione per il reclutamento di 24 Operatori socio sanitari dell’Azienda Sanitaria di Cosenza con delibera n°271 del 19 giugno 2017 chiedono il regolare e giusto svolgimento delle prossime prove concorsuali.

Chiedono inoltre: perché l’ ASP di Cosenza bandisce un concorso per Operatori Socio Sanitari e poi lo annulla?

Perché dal 2017 l’ Azienda Ospedaliera di Cosenza inizia un concorso per Operatori Socio Sanitari che, nel 2020,ancora non si riesce a portare a termine? Perché le graduatorie dei
concorsi Provinciali di altre Aziende sono diventate “ improvvisamente ” regionali?
Perché nel regolamento di un concorso non si specifica se la graduatoria sarà
regionale oppure provinciale?

Non possiamo più accettare che i “ nostri “ posti di lavoro vengono occupati da persone di altre graduatorie e, quindi, di altre città!
Vogliamo porre inoltre, all’attenzione di chi legge, la vicenda” infinita ” dei 92
Operatori Socio Sanitari esternalizzati di Cosenza che vivono nel limbo aspettando di
ultimare il concorso da tre anni! Non sapremo mai i motivi per cui l’ASP di Cosenza
abbia annullato il concorso per 35 Operatori Socio Sanitari (chiedendo anche 10
euro per partecipare!) ma, sicuramente, non accetteremo il blocco del concorso che
,di fatto, è in svolgimento e che “ deve “ terminare al più presto per dare a Cosenza
la graduatoria che merita. Perché i politici che rappresentano Cosenza a livello
Regionale non si interessano ad una questione cosi delicata e ingarbugliata ? Forse
perché tra questi 1045 aspiranti Operatori non c’è nessuno da sistemare? Non
permettiamo che il primo concorso per Operatori Socio Sanitari in Calabria venga
penalizzato, più di quanto non sia stato, per favori e giochi politici di altre Provincie.

In conclusione chiediamo l’intercessione di Sua Eccellenza il Prefetto di Cosenza
affinchè possa fare luce su questa lunga quanto assurda vicenda del concorso di
Cosenza. Capiamo la difficile situazione sanitaria a livello mondiale, siamo
consapevoli delle restrizioni dati dai DPCM, ma non capiamo come mai in altre
Regioni Italiane i concorsi Sanitari si sono svolti regolarmente e in tempi celeri
proprio per sopperire alle carenze e favorire personale all’emergenza e a Cosenza
non si riesce a trovare una soluzione. Finalmente uno spiraglio di luce che proveniva
dall’ Unical, il confronto con i sindacati e data fissata per il 19 di Dicembre, l’attesa
della delibera …invano. Quale ulteriore problema? Quale veto ora? E chi è il vero
colpevole ?