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Ritardo esito tamponi, a Cetraro 3 medici positivi continuano a lavorare

Che il tracciamento nel cosentino fosse saltato, lo scriviamo da giorni.

La situazione, però, pare peggiori di ora in ora. I risultati arrivano dopo diversi giorni, cinque o sei nella migliore delle ipotesi, più di dieci se va male. Inutile spiegare i risvolti di questi ritardi, in termini di ricostruzione delle catene dei contagi. Il referto dei tamponi in ritardo è un pericolo, un danno, una delle cause della situazione pandemica.

Se per un semplice cittadino restare in attesa del risultato di un tampone per giorni significa non poter uscire, non poter andare a lavoro e, a volte, evitare contatti con la famiglia, e stiamo parlando delle persone responsabili, per il personale ospedaliero si traduce nell’obbligo di recarsi nei reparti pur non conoscendo l’esito del test. 

E sì, non si è pensato neanche ad un percorso più rapido per il personale non impiegato nei reparti più sensibili ma comunque alle prese con una situazione di fortissima criticità.

Tuttavia, i ritardi di questi giorni verificatisi all’Ospedale di Cetraro si ripercuotono anche sui tamponi a medici che, in attesa del riscontro, si recano comunque in ospedale. Con i rischi che ne conseguono, e che potete facilmente immaginare.

Non solo. Ci sono professionisti a casa, in attesa di negativizzarsi per tornare in reparto, che attendono anche loro di sapere se il test è positivo o negativo; ciò avviene in una situazione resa già gravosa dalla cronica esiguità di personale che viene denunciata da tempo.

E’ davvero sconcertante che il personale ospedaliero sia costretto ad attendere giorni e giorni, è sconcertante che non si sia almeno pensato di dare priorità ai test di medici, infermieri, oss in prima linea nella battaglia al covid-19. Tant’è, però.