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Caro Spirlì, ti prego esaudisci il mio desiderio! Lettera aperta

Buona sera Presidente,

mi auguro che nonostante il ruolo che al momento sta svolgendo brillantemente, non abbia dimenticato di “leggere” questo indirizzo mail.
Come molte famiglie calabresi, la mia famiglia non è composta da quindici persone, ma da 14 in terra e 2 in cielo.
Le scrivo questa brevissima lettera per raccontarle la mia storia… nel primo lockdown la mia famiglia perde il mio amato nonno, a giugno io perdo il mio amato bambino tanto desiderato, ma mai venuto alla luce. In pochi mesi il 2020 mi ha tolto il mio passato ed il mio futuro.
In questi giorni mio padre si sta sottoponendo a cure chemioterapiche dure e terribili. Il 2020 sta provando a rubarmi anche il presente.
Allora, le chiedo, a lei che ha il potere di farlo, di non rubarmi il Natale con la mia famiglia. So che non dipende da Lei, ma Lei può emettere un’ordinanza in cui può disporre il ricongiungimento familiare anche nei giorni del 25 e del 26. Che senso ha chiudere le porte di casa? Condivido che le strade siano vuote, ma le case le lasci piene.
Hanno emesso ordinanze ad hoc per ogni singola regione sulla base di indici quali il numero dei malati e le strutture in grado di ricevere i degenti.
Si deve tenere in considerazione che alle famiglie mononucleo del Nord corrispondono famiglie grandi del Sud.
Pertanto, elabori un provvedimento ad hoc per la Regione Calabria, che da sempre è l’ultima regione di Italia.
Ad un 2020 che ci ha portato via tutto, mi aiuti a contrapporre un Natale che ci dia, invece, tutto: l’amore dei nostri cari.

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