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Spostamenti a Natale e Capodanno, pressing per modificare il Dpcm

Il nuovo Dpcm entrato in vigore il 3 dicembre vieta su tutto il territorio nazionale, dal 21 dicembre al 6 gennaio, ogni spostamento in entrata e in uscita tra le regioni. Regole che diventano ancora più stringenti nei giorni 25 e 26 dicembre e 1 gennaio, giornate in cui il divieto riguarda gli spostamenti tra un Comune e l’altro. Una decisione del governo che non piace a molti.

Da giorni sindaci e governatori sollecitano modifiche al decreto per consentire nei giorni delle festività alle famiglie di potersi riunire, soprattutto se abitano a pochi chilometri di distanza. «In particolare — spiegano — è assurdo che si possa andare da una parte all’altra di una città metropolitana, invece non è consentito fare distanze brevi». Cirio si era fatto portavoce di queste istanze e ieri è intervenuta l’Unione delle Province con il presidente che «senza drammatizzare la questione perché mi rendo conto che i veri drammi sono ben altri», propone un «compromesso»: concedere la possibilità di spostamenti tra comuni all’interno della stessa provincia nelle giornate delle festività. «Sarebbe una soluzione di buon senso, una mediazione tra sicurezza e umanità». Al momento il governo non sembra però intenzionato a fare marcia indietro, anzi.

La proposta di una correzione alle ultime disposizioni sul Natale arriva anche dal Presidente dell’Unione delle Province, Michele De Pascale. “Lo dico senza però drammatizzare la questione – ha aggiunto De Pascale – mi rendo conto che i drammi sono ben altri, ma questo mi sembra un buon compromesso. Ci sono comuni con poche migliaia di abitanti tra i quali però non finisce il confine delle relazioni umane delle persone”.