di M. Cecilia Gioia
Psicologa, psicoterapeuta *
La morte di un bambino o una bambina durante la gravidanza, durante il parto o
dopo la nascita è sicuramente l’esperienza più dolorosa per un genitore. Una
donna su sei vive questa esperienza che segna in maniera profonda le persone
coinvolte influenzandone la salute psicofisica. Ogni coppia in gravidanza forma
un legame, sia fisico che mentale, con il bambino atteso, che si rinsalda ben prima
della nascita. Quando un bambino muore prima o dopo il parto, il legame si
spezza in modo violento. Con la morte del figlio muore anche una parte del
genitore e i sogni e le attese vanno in frantumi. Molti genitori, soprattutto le
madri, raccontano di sentirsi con le braccia ed il corpo carichi di un amore da
donare, senza che nessuno possa riceverlo.
La sofferenza dei genitori è immensa e il vuoto dopo la morte del proprio figlio, è
incolmabile sempre. Un genitore in lutto può percepirsi come persona diversa.
C’è chi sente di non amare la vita come prima e le relazioni con il mondo esterno
subiscono grandi cambiamenti. Non di rado sopraggiungono sentimenti di
intolleranza verso altre coppie e sentimenti di evitamento nei confronti di chi
non ha provato un dolore così grande.
Trascorrere le festività, specie quelle legate al Natale, può essere molto doloroso
e faticoso per i genitori colpiti da lutto perinatale. In qualsiasi momento
dell’elaborazione ci si trovi, quel silenzio sotto l’albero, quel senso di vuoto,
accomunano mamme e papà che anno dopo anno cercano di trovare il senso di
così tanto dolore.
La gioia, l’entusiasmo e la voglia di stare con gli altri per festeggiare, sembrano
emozioni che si avvertono distanti, in dissonanza con il proprio stato d’animo e
possono far sentire i genitori in lutto ancora più soli e tristi.
Condividere il dolore e aiutarsi a vicenda può essere di molto conforto.
Poter disporre di un sostegno fatto di comprensione e ascolto ne facilita e ne
favorisce l’elaborazione. I gruppi di automutuoaiuto sono una risorsa per
persone che stanno vivendo un lutto. Nel gruppo ci si incontra per condividere i
propri vissuti con l’obiettivo di scoprirsi risorsa non solo per sé ma anche per gli
altri. Il gruppo di automutuoaiuto per persone che hanno subito un lutto non è di
tipo psicoterapeutico ma un gruppo di confronto, di condivisione delle proprie
emozioni, delle proprie esperienze. E’ un aiuto concreto e reciproco in un clima
di solidarietà e supporto fra pari, in cui ogni partecipante può esprimersi con i
suoi tempi ed i suoi modi, sicuro del sostegno partecipe e della riservatezza del
gruppo.
Con questo spirito di solidarietà il Gruppo di auto mutuo aiuto “Parole in
Contatto” dell’Associazione di Volontariato Mammachemamme si racconta
raccogliendo le lettere di alcuni genitori che in questo pesante anno pandemico
hanno perso il proprio bambino e la propria bambina.
Da qui la prima testimonianza.
“Essere genitori è un dono speciale, voluto dal cielo. Il Natale ne coglie l’espressione
più alta e viva di questo dono, l’amore di Dio e suo figlio che nasce per noi. Quando
però le aspettative sul mistero più bello, che è la vita che nasce, si trasformano in
sogni infranti, in assenza, in braccia vuote, l’amore è soffocato da un dolore sordo e
irrazionale, che muta profondamente il percorso della nostra vita. Il nostro Natale
passato si è riempito della gioia di quelle scarpette rosse che illuminavano l’albero
della nostra vita, quest’anno il natale è la consapevolezza che quelle scarpette
rosse sono rimaste vuote, ma che muovono e muoveranno per sempre i loro passi
nel tempo del nostro cuore. Guardando il cielo, le luci del Natale il luccichio di
questa terra non riusciranno a brillare quanto il nostro Angioletto…. Lassù da
qualche parte c’è un pezzo del nostro cuore, la sua luce è il nostro faro su questa
terra.”
E ancora.
“Come sarà questo Natale? Beh non di certo il migliore della nostra vita… Sergio
non sarà più accanto a noi fisicamente ma il suo cuore e la sua bellezza sono per
sempre impressi nelle nostre menti e nei nostri occhi… Di una bellezza di cui solo un
angelo può essere dotato… Le luci, I profumi, i colori natalizi per noi sono tristezza,
la tristezza e la malinconia di quello che doveva essere e non é stato, della gioia che
ci ha sfiorato e abbandonato… Ma siamo consapevoli che sei tu la luce più bella
amore nostro che non ci lascerà mai più soli… In ogni angolo tetro ci sei tu…
All’inizio di ogni salita ci sei tu che ci hai reso ormai indistruttibilmente belli. Ti
amiamo piccolo nostro. Mamma e papà”.
Mai come in questi periodo pandemico i genitori in lutto hanno bisogno di
abbracciarsi di più, di stare insieme per prendersi cura, per dare dignità ad un
dolore spesso non riconosciuto, per consolarsi e far germogliare fiori di
compassione ed empatia.
Oggi, più di ieri, i genitori in lutto hanno bisogno di cura e accoglienza. E di
contatto rispettoso.
Ed è proprio in questo Natale così particolare, che vogliamo ricordare il diritto al
rispetto del proprio lutto, in particolare quello perinatale. E vogliamo farlo con
gli strumenti che più amiamo, la condivisione, il sostegno alla pari e il fare
condiviso. Vogliamo farlo attraverso la conoscenza che protegge e la
condivisione di informazioni corrette per creare quel famoso villaggio che si
prende cura dei singoli.
Perchè fare comunità attiva significa promuovere salute, in una regione, la
nostra, che necessita ponti e cambiamenti. Perché il diritto al rispetto del lutto
perinatale sia un obiettivo da portare avanti ogni giorno, promuovendo la
cultura della compassione e dell’accoglienza.
Perché prendersi cura delle famiglie che hanno subito un lutto perinatale è un
compito di tutti, della comunità che spesso spaventata o distratta, dimentica la
sua innata capacità di curare. O ci prova, ma a singhiozzi, perché teme che
avvicinarsi al lutto ricordando i bambini e le bambine nati e nate in silenzio, fa
molto male. Soprattutto a Natale.
*Gruppo di Automutuoaiuto Parole in Contatto
Contatti: 388/3620740
info@mammachemamme.it



