Nuovi elementi emergono sulla morte di Mohamed Amin Bessioud, il ragazzo di venticinque anni deceduto a Cosenza dopo essere precipitato dal balcone della propria abitazione nel corso di un controllo dei Carabinieri. A fornire la propria versione dei fatti è la madre del giovane, la quale ha reso noto l’intento di sporgere denuncia tramite i propri legali e di rendere edotto il Consolato.
La ricostruzione della famiglia e le accuse sui controlli
Nel riferire quanto accaduto, la donna ha descritto lo stato emotivo del figlio prima del tragico evento: “Mio figlio soffriva di depressione ed era spaventato dai controlli, si sentiva tormentato da uno dei militari”. L’intervento nell’appartamento da parte dell’Arma era legato alle verifiche di routine sulla misura degli arresti domiciliari a cui il giovane si trovava sottoposto.
Secondo quanto dichiarato dalla madre, la porta della stanza sarebbe stata chiusa dai militari prima della caduta, ostacolando l’accesso immediato: “Ho sentito la pressione che gli stavano facendo e ho aperto la porta. Lui si è lanciato in quel momento”. La donna ha spiegato di aver assistito alla scena senza poter intervenire tempestivamente: “Non sono riuscita a salvarlo”. È stato inoltre riferito dalla stessa che le sarebbe stato impedito di uscire subito dall’abitazione per raggiungere il figlio a terra subito dopo l’impatto.
L’apertura del fascicolo da parte della Procura
Sulla vicenda la Procura della Repubblica di Cosenza ha avviato un’inchiesta con l’apertura di un fascicolo per fare piena luce sulla dinamica dei fatti. Le attività investigative puntano a ricostruire con esattezza le fasi antecedenti alla caduta e la condotta di tutti i presenti all’interno dell’immobile al momento del tragico fatto.
Tragedia a Cosenza, si lancia dal balcone durante un controllo dei Carabinieri



