Lun 23 Mag 2022
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Messa di Natale 2020, cosa cambia: orari, spostamenti e autocertificazioni

Il decreto Natale del governo che introduce nuove misure per arginare la diffusione del Coronavirus nelle feste di Natale e Capodanno non cambierà nulla per le messe con i fedeli. Lo ricorda la Cei invitando i fedeli a tenere a portata di mano l’autocertificazione nei giorni di zona rossa. Anche la scelta della Chiesa sia vicino a casa in quei giorni. “Nella situazione disegnata dal Decreto-Legge – spiega Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Cei- non ci sono cambiamenti circa la visita ai luoghi di culto e le celebrazioni: entrambe sono sempre permesse, in condizioni di sicurezza e nella piena osservanza delle norme”.

Messa entro le 22

La Segreteria Generale della Cei ricorda quanto indicato dal Consiglio Episcopale Permanente nel comunicato finale della sessione straordinaria del 1° dicembre: “Sarà cura dei Vescovi suggerire ai parroci di ‘orientare’ i fedeli a una presenza ben distribuita, ricordando la ricchezza della liturgia per il Natale che offre diverse possibilità: Messa vespertina nella vigilia, nella notte, dell’aurora e del giorno. Per la Messa nella notte sarà necessario prevedere l’inizio e la durata della celebrazione in un orario compatibile con il cosiddetto ‘coprifuoco’”, cioè entro le 22.

Autodichiarazione

Durante i giorni di “zona rossa”, la Cei consiglia ai fedeli “di avere con sé un modello di autodichiarazione per velocizzare le eventuali operazioni di controllo. La Circolare del Ministero dell’Interno del 7 novembre 2020 ha precisato che i luoghi di culto dove ci si può recare per una visita o per la partecipazione a una celebrazione dovranno ragionevolmente essere individuati fra quelli più vicini”.

In quale chiesa si può andare?

“Durante i giorni di “zona arancione” -ricorda ancora la Cei – i fedeli potranno raggiungere liberamente qualsiasi luogo sacro sito nel Comune di residenza, domicilio o abitazione. Se esso ha una popolazione non superiore a 5.000 abitanti è possibile recarsi in chiese situate in altri Comuni che non siano capoluoghi di provincia e distanti non oltre i 30 km”. I Vescovi esortano, “soprattutto in queste giornate, a non dimenticare e ad accompagnare tutte le persone, che comunicano le loro fatiche, le loro speranze, chiedendo preghiere e aiuti materiali e spirituali”.