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Covid: troppi positivi, in tanti dicono “No” alla riapertura delle scuole

Tutti temono la crescita del numero dei contagi. Chi la collega ai trasporti, chi agli assembramenti davanti a scuola, chi al sovraffollamento nelle classi e chi all’imprudenza dei ragazzi. Qualcuno segnala l’impossibilità di aerare a sufficienza i locali in pieno inverno. Altri benedicono la didattica a distanza, che permette a docenti e studenti di lavorare con profitto e senza rischi. Non mancano coloro che propongono l’immediata vaccinazione per tutta la popolazione scolastica. E addirittura c’è chi propone, nel caso di riapertura, di intentare cause contro il governo per attentato alla salute pubblica, citando anche l’articolo 452 del codice penale.

Sono migliaia i commenti e le proposte a margine della petizione promossa dal sindacato datoriale Unsic per rinunciare alla riapertura delle scuole superiori in presenza il 7 gennaio. Le adesioni hanno raggiunto quota 18mila. Tante dalla Calabria. E cosa scrivono i nostri corregionali sull’argomento? Vediamo qualche osservazione nel dettaglio.

I più ritengono che non sia ancora tempo di rientro a causa dell’elevato rischio, come sostengono Annalisa S., Alessandra T., e Irene Z. di Cosenza. Sulla stessa linea è Patrizia T. di Cetraro Marina, la quale valuta “molto rischioso rientrare a scuola”, così come Elena G. di Rende, Anna D.F. di Acquappesa, Pasqualino P. di Roccabernarda e Francesco S. di Amantea. Kevin F. di Reggio Calabria è convinto che riaprire le scuole sia deleterio se vogliamo realmente ridurre i contagi.

Molti altri esaltano la Dad. Come Angela L.P. di Castrovillari: “Non dobbiamo essere animati da ansia da prestazione. Se non è possibile tornare alla normalità in tutti i settori, non si comprende perché la scuola dovrebbe, visto che stiamo lavorando comunque e bene”. Daniele M. di Crotone vede la Dad quale “unica opzione valida in quanto tutela la salute di noi studenti”. Anche Elisabetta P. di Rende sottolinea come la Dad stia “funziona benissimo”. Francesca D.M. di Castrolibero si augura che la Dad possa durare “ancora per un po’”.

C’è chi pone il tema centrale della salute. Come Salvatore Nazzareno S. di Vibo Valentia. O Vincenzo L. di Lamezia, che scrive: “Firmo perché la vita è più importante della didattica in presenza”. Lia V. di Reggio di Calabria vorrebbe estendere la chiusura anche per primaria e infanzia.

Obiettivo della petizione, indirizzata al premier Conte e alla ministra Azzolina, è di raggiungere 25mila adesioni prima del 7 gennaio (http://chng.it/KYtCG7d8).