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Covid, incognita Calabria, rischia la zona rossa dopo il 6 gennaio

Si avvicina il 6 gennaio, ultimo giorno di zona rossa in Italia e termine delle restrizioni in vigore con il Decreto Natale. Cosa succederà dopo?

Sono due le ipotesi al vaglio del Governo: riformulare i criteri legati all’indice Rt per decretare zone arancioni e rosse regionali o  istituire zone rosse nei fine settimana sull’intero territorio. Per quanto riguarda la scuola, secondo fonti di governo la riapertura potrebbe slittare al 18 gennaio.

La prima ipotesi sul tavolo del governo è quella di formulare nuovi criteri per l’indice Rt che permettano di decretare, con numeri anche meno emergenziali, zone arancioni e rosse regionali. Una riformulazione chiesta nei giorni scorsi anche dalle regioni

Si potrebbe prendere in prestito il modello delle festività natalizie fissando per un mese (fino dunque alla prima settimana di febbraio) una zona rossa nazionale nei festivi e prefestivi. Chiusi dunque negozi, ristoranti, bar, vietata la circolazione se non per ragioni motivate.

Uno sforzo che servirebbe anche a mettere a regime l’inizio a rilento della campagna vaccinale. A questo si affiancheranno nuovi limiti ai movimenti regionali per tutti e, forse, limitazioni all’orario di apertura di alcune attività commerciali sull’intero territorio nazionale.

La riapertura delle scuole potrebbe slittare al 18 gennaio. Tuttavia resta ancora in piedi l’ipotesi che da giovedì prossimo le aule torneranno a riempirsi, anche se solo per metà. Il rientro infatti sarà parziale con la didattica a distanza al 50% ovunque e orari d’ingresso scaglionati, ma solo in undici Regioni (il cosiddetto doppio turno, con ingressi alle 8 e alle 10 e lezioni da 45 minuti).

La Calabria ha un indice Rt  di 1.09 compatibile con uno scenario tipo 2. Questo «desta particolare preoccupazione e pertanto si esorta a considerare di applicare le misure previste, per i livelli di rischio attribuiti, anche alla fine di queste festività». Lo afferma la bozza di monitoraggio Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute. Potremmo finire direttamente in zona rossa dopo i 6 gennaio.