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Nuovo DPCM, mezza Italia può diventare arancione. Calabria a rischio

Da lunedì 11 gennaio mezza Italia potrebbe essere in zona arancione. Il governo sta pensando, in vista del nuovo Dpcm del 15 gennaio, ad un’ulteriore stretta per arginare l’arrivo della terza ondata del Coronavirus.

Il nuovo decreto, secondo quanto riportato da SkyTG24, dovrebbe confermare la maggior parte delle misure in vigore, a partire dal divieto di spostamento tra regioni. I dati saranno aggiornati dalla cabina di regia del ministero della Salute nelle prossime ore. Le prime indicazioni confermano una risalita della curva epidemiologica per la quarta settimana consecutiva. Dati, quindi, peggiori rispetto a quelli di sette giorni fa.

Regioni a rischio

Sarebbero 12 le regioni che, alla luce dell’abbassamento della soglia dell’Rt che fa scattare il posizionamento nelle diverse fasce, sono a rischio di passaggio in una zona con misure più restrittive. Tre Regioni, Calabria (1.09), Liguria (1.07) e Veneto (1.07), avevano in base all’ultimo monitoraggio un Rt superiore all’1 anche nel valore inferiore e, dunque, in caso di peggioramento, si collocherebbero automaticamente in zona arancione. Altre 3 regioni, Basilicata, Lombardia e Puglia, che superavano l’Rt 1 nel valore medio una settimana fa, potrebbero entrare nella zona arancione. Rischiano anche l’Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia e le Marche, che sfioravano l’Rt 1 e la Sardegna, che aveva un Rt a 0.78 ma era classificata a rischio non valutabile.

Zona arancione

Tutto il Paese, intanto, rimane arancione per il weekend. Non ci si potrà spostare fuori dal proprio comune di residenza, salvo da quelli con popolazione non superiore ai 5mila abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia. Saranno chiusi i bar e i ristoranti, mentre restano aperti i negozi e sarà possibile andare una sola volta al giorno a trovare amici e parenti, nel limite di due persone (oltre ai minori di 14 anni) e nell’ambito del proprio comune. Per evitare che vengano aggirate le restrizioni, il capo della Polizia Franco Gabrielli ha dato disposizioni affinché ci siano “articolati e mirati servizi di controllo” lungo le principali strade.

Il sistema a colori

Da lunedì 11, con il ritorno al sistema delle fasce, si comincerà a lavorare al nuovo Dpcm, anche se l’impostazione è chiara ed è quella di prorogare la maggior parte delle restrizioni fino al 31 gennaio. Dovrebbe essere confermato il divieto di spostamento tra le regioni e il coprifuoco alle 22, così come la chiusura alle 18 dei bar e ristoranti nelle zona gialle. Dovrebbero rimanere ancora chiuse palestre e piscine. Di quest’ultimo aspetto si parlerà nella prossima riunione del Comitato tecnico scientifico. L’ipotesi è quella di agganciare aperture e chiusure al sistema delle fasce di rischio.