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Forse Corrado Augias non ha tutti i torti! Perchè chiedere scusa?

di Antonio Vulcano

Perché Corrado Augias dovrebbe chiedere scusa alla Calabria? Perché, forse, ha detto il falso affermando che la Calabria è ”irrecuperabile”? Perchè il governatore Spirlì, di fede leghista, non guarda dentro la propria coscienza e dica se ha fatto tutto quello che c’era da fare per la Calabria durante la sua militanza politica e da ultimo, da uomo di potere. I miei corregionali si offendono quando si sentono punti sul linguaggio che altri, estranei alle cose, ma attenti osservatori delle cose che succedono nella nostra terra, usano per dare dei giudizi poco lusinghieri nei confronti di una terra che considerano “perduta” o “irrecuperabile”.

Non voglio addentrarmi in un’analisi semantica di quello che è stato detto, certamente mi sento di dire che Augias non è una “mente che arranca” e quindi bisogna … scusarlo ma credo che sia una mente da cui, noi tutti, dobbiamo attingere per trovare il senso della nostra quotidianità, la strada da seguire nella scelta di una politica al servizio delle comunità. Il governatore Spirlì ha dato gli stessi giudizi sprezzanti nei confronti di Gino Strada:” la Calabria non ne ha bisogno, ha menti eccelse per fare fronte ai problemi legati alla pandemia”, questi, e giudizi similari sul commissario Longo vengono espressi dal Governatore sulle ultime vicende che hanno interessato la nostra regione. Vorrei capire a quale “Fede” attinge la sua mente quando apostrofa, Corrado Augias, affetto da disturbi mentali; la sua fede non è certo cristiana! è quella del suo mentore Salvini di cui, lui, è il proconsole calabro.

Sembra che la destra nazionale, attraverso i suoi luogotenenti locali, abbia il timore che la Calabria si svegli dal suo lungo torpore e alzi la testa per rivendicare i tanti diritti di cui è stata privata, di denunciare gli scandali di cui la politica, in genere, è stata negli anni protagonista. Perchè il governatore non si offende quando vengono chiusi ospedali zonali come quello di Cariati, perché non si sente offeso dai tanti morti sulla 106 ionica, dei trasporti ferroviari della stessa costa, dei problemi legati alla lontananza dei piccoli centri silani dai presidi ospedalieri, del commissariamento decennale della sanità calabrese. Ecco, dietro al “perduta” o “irrecuperabile” di C. Augias c’è la risposta a questi e alle tante domande che il governatore e i calabresi che si sentono offesi, dovrebbe porsi.