Da lunedì tutti gli studenti calabresi ritorneranno a fare lezioni online. Una decisione assunta dal Presidente f.f. della Regione Calabria Nino Spirlì che a tanti non va proprio giù, posto che la scelta del facente funzioni sembrerebbe in totale contraddizione con la situazione epidemiologica in Calabria che vede l’indice Rt diminuire ulteriormente. Inoltre il Dpcm del Governo Draghi recita altro e non prevede scuole chiuse dove la situazione non è allarmante.
Le famiglie sono “divise”, infuocato il dibattito sui social. Da una parte c’è chi considera questa chiusura necessaria alla luce dei nuovi contagi da variante inglese che hanno portato a una impennata di casi, dall’altra c’è chi considera sicuro l’ambiente scolastico, o chi giudica addirittura incoerente l’ordinanza di chiusura delle scuole posto che quasi tutto continua a rimanere aperto.
In tutto questo bailamme sono già a lavoro da ieri molti avvocati calabresi che in queste ore stanno raccogliendo adesioni per presentare domani un ricorso al Tar avverso le ultime ordinanze regionali di sospensione delle attività didattiche in presenza. Ebbene sì, sarebbero due quelle da impugnare dinanzi il Tribunale amministrativo regionale. La prima è quella con la quale Spirlì chiude tutte le scuole calabresi e la seconda quella riferita agli asili, che per un refuso (?) sarebbero stati esclusi nella prima.
La decisione del Tar sarà naturalmente quella definitiva, e potrebbe arrivare già da domani, con una definizione immediata del giudizio in sede cautelare.



