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Pace fiscale ma non per tutti: ecco chi verrà escluso

A cura dell’Avv. Luigi Salvatore Falco

Nonostante quanto affermato dalle varie fazioni politiche, è bene precisare che (decreto Sostegno alla mano!) della c.d. “pace fiscale” non ne beneficeranno tutti i contribuenti.

Infatti, è previsto -attualmente- lo stralcio delle cartelle esattoriali per i carichi sino ad euro 5.000 (comprensivi anche di sanzioni ed interessi) affidate all’Agenzia delle Entrate – Riscossione (ex Equitalia) dal 2000 al 2010 compreso e non, invece, sino al 2015 come precedentemente ipotizzato. In aggiunta, i beneficiari di tale cancellazione automatica saranno solo i contribuenti che hanno realizzato nel corso dell’anno 2019 un reddito fino a 30mila euro rimanendo escluse, per l’effetto, le persone fisiche e giuridiche con redditi superiori.

Non saranno oggetto di stralcio le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato, i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti e le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna (attenzione: le multe e NON le sanzioni amministrative del codice della strada!).

Nel decreto in esame viene riportata un’ulteriore disposizione (molto astratta al momento) da cui risulta che verrà in futuro “riformato il sistema della riscossione”.

Dal punto di vista politico nessun partito è pienamente soddisfatto.

Infatti, gli schieramenti di centro-destra ambivano ad una cancellazione automatica -assai- più cospicua del c.d. “magazzino di vecchie cartelle” dell’Agenzia mentre, invece, gli esponenti della sinistra (PD e LEU) chiedevano un minore stralcio delle pretese esattoriali.

Per il premier Draghi l’obiettivo comune è quello di liberare il cosiddetto “magazzino” della ex Equitalia, affogato da milioni di cartelle che in 9 casi su 10 oramai non sono in sostanza più esigibili o perché di persone decedute o ditte fallite o perché negli anni già si è cercato già in più modi di riscuotere senza successo. Egli ha sottolineato che “È chiaro che sulle cartelle lo Stato non ha più funzionato, uno Stato che ha permesso l’accumulo di milioni e milioni di cartelle che non si possono esigere: bisogna cambiare qualcosa”.