Mar 13 Apr 2021
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Verso Cosenza-Ascoli. Entrambe devono vincere

Al rientro dello stop per le Nazionali, Cosenza ed Ascoli – divise da una sola lunghezza – apriranno il 31° turno di Serie B. Ad otto giornate dalla fine del campionato la pratica retrocessioni è tutt’altro che definita: Cosenza e Reggiana occupano la zona play-out, l’Ascoli – in netta ripresa – è riuscita a riagganciare sia i calabresi che gli emiliani e il Pordenone (che al momento occupa l’ultima posizione utile per la salvezza diretta) è in caduta libera. Sembrerebbe una lotta a quattro, dunque, da qui all’ultimo turno di campionato per decretare chi dovrà abbandonare la cadetteria.

Cosenza e Ascoli a confronto

Analizzando i dati forniti dalla piattaforma InStat, non sorprende il solo punto di differenza tra i Lupi e i Picchi (molto simili anche i dati della Reggiana); dopo trenta giornate disputate le squadre si equivalgono per la maggior parte dei dati, dalla media occasioni gol a partita (3.8 per entrambe) alla percentuale di duelli vinti (50% per i rossoblù e 51% per i bianconeri); dalla media ammonizioni (2.7 e 2.6) a quella delle espulsioni (media leggermente maggiore per l’Ascoli che registra 0.3 in confronto allo 0.26 del Cosenza).

Ciò che dà più all’occhio è il 3.8 della media gol a partita per due formazioni che navigano negli abissi delle realizzazioni (24 per i rossoblù e 25 per i bianconeri). Sia Cosenza che Ascoli, dunque, creano tanto, ma sprecano altrettanto in fase di finalizzazione. I calabresi prediligono lunghi giro-palla e manovre orchestrate, molto spesso fini a se stessi, nel tentativo di scardinare le difese avversarie, mentre i marchigiani non rinunciano a qualche conclusione in più al di fuori dell’area di rigore, mantenendo comunque una media gol molto bassa.

Confrontando le soluzioni sugli sviluppi dei calci piazzati, l’Ascoli, rispetto ai rossoblù, non ha mai trovato una deviazione vincente su angolo o punizione, ma opta molto spesso per una conclusione diretta in porta provando a sfruttare la pericolosità del destro di Sabiri (per lui già tre splendidi centri su punizione in questo campionato).

il Cosenza, invece, rispetto ai marchigiani risulta più pericoloso nella costruzione dei calci piazzati; la formazione di Occhiuzzi, infatti, non ha mai messo a referto un gol diretto su punizione prediligendo la ricerca dei saltatori in area, ma sono solo quattro le realizzazioni scaturite da traversoni su calci piazzati (troppo poche per quante volte la palla viaggia all’interno dell’area avversaria).

Il dato con maggiore scarto è quello della differenza reti con il Cosenza che si piazza più in alto grazie alle sole 30 reti subite (numeri da medio alta classifica) e i 24 gol fatti (il dato più preoccupante dei rossoblù). L’Ascoli, invece, rimane la quattordicesima difesa del campionato (con 39 reti subite) e il sedicesimo attacco (25 gol): Falcone e Leali sono gli estremi difensori, rispettivamente di Cosenza ed Ascoli, ai quali è stato affidato maggiormente il compito di proteggere la porta, per le proprie compagini, in questa stagione. Il primo, Wladimiro Falcone, che si è reso più volte protagonista assoluto della formazione rossoblù con grandi prestazioni e parate (in trenta partite ha dovuto neutralizzare 150 tiri su 182 tentativi nello specchio da parte degli avversari), ha maturato l’82% di tiri neutralizzati; il secondo, Nicola Leali, si ferma al 75% con “solo” 111 risposte ai 148 tiri nello specchio.