di Mariafederica Martire
Tra i tanti settori messi in ginocchio dalla pandemia c’è sicuramente quello delle palestre, attività che si sono adeguate secondo le richieste governative e i protocolli ma poi chiuse improvvisamente. Oggi la nostra intervista a Francesco Buccieri, gestore della palestra Body Project di Cosenza.
Voi gestori di palestre come state affrontando il periodo di chiusure da ottobre scorso?
“Malissimo, purtroppo. È tutto chiuso da ottobre 2020, ma in realtà si viene da un periodo di mesi precedenti senza rialzo dell’attività. I clienti venivano a domandare, ma nessuno che poi realmente si iscriveva.”
È possibile fare una stima delle perdite subite dalla tua palestra?
“Io personalmente ho subito un 70% di perdite e ho ricevuto dallo Stato soltanto l’8% di ristori. In pratica, stiamo parlando di perdite intorno ai 100.000/120.000 € a fronte di ristori dello Stato che complessivamente, da marzo 2020 fino ad oggi, sono stati di soli 8.000€.”
Cosa ci hai fatto con questi 8.000 €?
“Ho dovuto subito pagare un paio di affitti, ho saldato delle bollette, pagato le tasse che normalmente sono arrivate, ma senza risolvere nulla. Ho ancora 7 mesi di arretrato di affitti e sono in attesa di successive spese, come l’acqua e la spazzatura, che certamente non mancheranno di arrivare.”
Cosa ne pensi in generale della situazione?
“Dire arrabbiato è poco, non solo ci hanno fatto spendere ingenti quantità di denaro per adeguarci ai protocolli che ci avevano fatto credere avrebbero consentito di riaprire in sicurezza l’estate scorsa, ma ci hanno richiuso nuovamente portando i nostri guadagni a 0, senza ristorarci adeguatamente e allontanando dalle palestre le persone che veramente ne avevano bisogno.”
Che impatto ha avuto questa chiusura sulla mentalità degli utenti?
“Tra i fruitori della mia palestra ci sono vari umori: c’è un buon 60% che ha abbandonato totalmente il sano allenamento perché non ne possono più di farlo da soli in casa; poi, c’è un 30% che avrebbe intenzione di tornare ad allenarsi, ma solo con attività all’aperto e con condizioni meteo ideali; infine, c’è un 10% che ha continuato ad allenarsi regolarmente anche a casa. Come si può notare, la chiusura delle palestre sta impattando fortemente anche sulla salute delle persone”.
Cosa vorresti suggerire al Governo?
“Non distribuirei più aiuti a pioggia come è stato fatto finora. Chiederei una stima concreta delle reali perdite subite ad ogni gestore sulla base di documentazione reale (bollette arrivate, tasse richieste, ecc.) e poi ristorerei almeno il 60% di queste spese.”
Pensi di farcela a riaprire?
“Sono uno dei pochi in città che ce la farà, anche se si stima che solo 1 gestore su 3 supererà questo periodo di crisi. Il settore dello sport è veramente in difficoltà. Mi auguro che anche le altre palestre di Cosenza possano farcela.”



