Gio 17 Giu 2021
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Nuove riaperture, Draghi accelera: le date

L’Italia comincia il suo percorso verso la normalità dal 15 maggio: è l’inizio della road map che porterà gradualmente alla ripartenza di ristoranti, teatri, palestre, stabilimenti e fiere, lungo un percorso che terminerà a luglio. Tra gli elementi chiave della ripartenza ci sarà un pass, che permetterà di spostarsi ovunque, anche tra regioni di colore diverso, oltre alla possibilità di accedere a stadi, concerti e altri eventi.

Il premier Mario Draghi prova ad accelerare sulle prossime riaperture per rimettere in moto l’economia del Paese, soprattutto in vista delle prossime vacanze estive.

Il prossimo passaggio per le riaperture è previsto per il 15 maggio quando riaprono le piscine pubbliche e private, sebbene soltanto all’aperto. Lo stesso giorno cade la quarantena obbligatoria di cinque giorni per chi entra in Italia da un Paese dell’Europa. A deciderlo è Roberto Speranza, che sta anche valutando, in base alla curva dei contagi, la data in cui potrebbe cadere la quarantena per chi arriva in Italia dagli Stati Uniti.

Una seconda data chiave è quella del 17 maggio, quando potrebbe saltare la norma sul coprifuoco dalle 22 alle 5. Tra le ipotesi più concrete in circolazione, c’è la possibilità che al momento il coprifuoco possa slittare alle 23 oppure essere eliminato del tutto.

Dal primo giugno in zona gialla si potranno svolgere attività sportive anche in luoghi chiusi e non soltanto all’aperto, come adesso. Si tratta di una svolta per le palestre, le sale per danza e altre attività, anche se sarà vietato utilizzare gli spogliatoi. Nelle stesse zone sarà consentito per il pubblico assistere agli eventi sportivi di livello agonistico con posti a sedere preassegnati e distanziamento di almeno un metro.

In zona gialla, inoltre, a partire dal 15 giugno potranno ricominciare le attività di fiere.

Dal primo luglio in zona gialla sarà possibile organizzare anche convegni e congressi sempre rispettando i protocolli e le linee guida del settore. Riaprono anche i parchi divertimenti oltre ai centri termali, che non hanno mai smesso di funzionare come presidio sanitario.