Sab 19 Giu 2021
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Sangue ed omicidi nel cosentino, si pente un boss

Era stato condannato per associazione mafiosa e diversi altri reati, e all’ergastolo per svariati omicidi. Arrestato a Bologna, il 20 novembre del 2010 durante una latitanza durata tre anni, è in carcere recluso in regime di 41-bis, carcere duro, nel braccio di massima sicurezza del penitenziario di Cuneo, in Piemonte.

E’ Nicola Acri alias “Occhi di ghiaccio”, considerato uno dei boss di ’ndrangheta più sanguinari in assoluto. L’uomo, oggi 42enne, ha deciso di saltare il fosso. Il boss della sibaritide, inserito nell’elenco dei 100 più pericolosi d’Italia, pare si sia pentito tanto da collaborare con la Dda di Catanzaro.

Una collaborazione appresa oggi in ragione dell’udienza che lo vedeva convocato davanti la  corte d’Assise d’Appello per l’udienza del processo sul duplice omicidio di Giuseppe Cristaldi e Biagio Nucerito, assassinati il giorno dell’Epifania del 1999, nel corso della quale Acri ha reso dichiarazioni su gravi fatti di sangue che lo hanno visto anche protagonista da quando aveva 21 anni.