Dom 20 Giu 2021
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Cesare Castiglione, “Il poeta con le tenaglie”

di Maria Brunella Stancato

Diamo il benvenuto a Cesare Castiglione nel “Salotto degli Over 60“, un salotto virtuale dovei protagonisti sono i cittadini comuni che dimostrano di avere una marcia in più.

Conosciamo il nostro protagonista: un uomo mite, laborioso, un artista con le tenaglie in mano, poeta ed artista.

Cesare inizia la sua intervista con un “Grazie, mi sento lusingato e felice di entrare a far parte del “Salotto degli Over 60”. L’intervista inizia: Sai, mia cara, mi ritengo un uomo fortunato, stato sempre circondato dall’Amore, nonostante la sfortuna di essere stato partorito da una mamma, che subito dopo la mia nascita ha attraversato un periodo difficile, affrontando una forte forma di depressione, che non le ha permesso di accudirmi e crescermi.

La mia mamma, originaria di Curinga (CZ) era venuta a Rende per lavorare alla Fabbrica di Liquirizia Zagarese, Industria molto importante a Rende fino agli inizi degli anni 80. Da quell’industria veniva prodotta una Liquirizia con un gusto ed una caratteristica unica, in quanto la materia prima raccolta nelle campagne di Rende era di ottima qualità e dava un aroma inconfondibile al prodotto finito. E’ un gran vero peccato che questa realtà industriale sia scomparsa da Rende. Ma riprendiamo il nostro racconto, la fabbrica si trovava in località Surdo di proprietà del gentiluomo Rendese Don Antonio Zagarese, la di cui moglie Donna Andelina Bevilacqua era di Curinga e aveva portato tanti operai a lavorare nella suddetta fabbrica, tra cui, anche la mia mamma Soprana. Ed è lì che i miei genitori si conobbero e si innamorarono. Mio padre Corrado era un ciabattino ma a quei tempi il calzolaio era una mestiere che non ti permetteva di sostenere una famiglia, così anche lui andò a lavorare in fabbrica e lì conobbe mia madre. Ma come ho detto prima, subito dopo la mia nascita, mia madre si ammalò e fece ritorno al paese, ed io rimasi a Rende affidato alle cure di mia Nonna Paterna Elvira, la quale mi ha cresciuto con tanto affetto e dedizione. La mia vita è costellata di donne e nonostante la sfortuna di essere cresciuto lontano dall’affetto di mia madre, mi sento molto fortunato.

Ad un certo punto della tua vita incontri la tua regina, Maria Cristina, che  conosco benissimo, e con lei formate la vostra famiglia. Raccontaci i tuoi trucchetti per poterla incontrare e principalmente cosa ti ha fatto innamorare di lei.

All’età di 15 anni, terminate le scuole medie inizio a lavorare con una ditta di Rende di cui il titolare era il compianto Francesco Vivacqua, mio maestro d’arte, colui che mi ha instradato nel mondo del lavoro. Durante i sopralluoghi di lavoro varie volte ho incontrato questa ragazzina con le trecce lunghe, con un viso dolce che mi ha attratto ed incuriosito. Non mi sono innamorato subito ero solo incuriosito, non sapevo chi fosse? a chi era figlia? Avevo dei timori, ma poi l’amore ha preso il sopravvento su di me. Maria Cristina è adesso la Regina del mio Cuore, la mia anima gemella, la madre dei miei figli Corrado, Valentina e Miriam.

La passione per il teatro è sempre stata nelle tue corde, raccontaci i primi passi, le commedie di Carnevale, il tuo rapporto con le compagnie teatrali amatoriali degli anni 80 che ci facevano tanto divertire.

Sin da ragazzo venivo attratto più dal Cinema e dal Teatro che dalle partite di pallone o altri tipi di Sport, sin dall’adolescenza, ricordo che con il mio amico Pino Basile, che adesso non è più fra noi, ci divertivamo a fare il Cinema. Io scrivevo e lui disegnava le scenette, e con delle scatole di cartone avevamo inventato il nostro cinema, le scene giravano attraverso una piccola ruota attaccata ad una maniglia con il fil di ferro. Successivamente, parliamo degli anni 70, con altri amici scrittori abbiamo elaborato delle Commedie, si è creato un primo gruppo teatrale, da cui nacquero altri. In quel periodo Rende era diventato una fucina di gruppi teatrali. Il Teatro mi ha permesso di acquisire sicurezza nell’usare le parole e nel rispetto degli altri, il Teatro mi ha permesso di socializzare, di migliorarmi anche perché in quel periodo, non è che si stava tanto bene economicamente, per noi era un modo per fare sana aggregazione e socializzazione. Posso affermare che è stata una gran bella scuola di vita. Mi rammarico di non aver continuato a scrivere. Ahimè! la vita quotidiana, il lavoro, le responsabilità verso la famiglia, mi hanno portato ad allontanarmi da questa mia passione. I titoli delle Commedie scritte a più Mani “U Busciaru” (Cesare Castiglione – Ruggero Ciancio) “Matrimonio per procura” in Vernacolo (Cesare Castiglione).

Tu sei stato un punto di riferimento per il Comune e per tutti i cittadini Rendesi, ti sei occupato della rete idrica comunale e conosci a menadito le condotte dell’acqua del Comune di Rende. Alla luce di tutti i cambiamenti attuali nei rapporti di lavoro, con una Pandemia in corso, pensi di essere andato in pensione in tempo?

Il desiderio della pensione aveva iniziato ad albeggiare in me, sia per l’età ma anche perché nel tempo il mio ruolo era cambiato. Mi sono occupato per parecchi anni della gestione dell’acquedotto della città di Rende (gestire l’acquedotto richiede amore, passione e tempo), ho curato la manutenzione ordinaria di ben 23 plessi scolastici, occupandomi a volte anche dei lavori straordinari di manutenzione. Il mio lavoro ho preferito aggredirlo. Mi spiego, se si presentava una difficoltà o un problema sugli impianti cercavo di sistemarlo al più presto, non ho mai aspettato che mi venisse chiesto di risolvere il problema. Gestire il sistema delle acque è complicato nella normarle routine, figuriamoci se ci sono dei problemi. Vi lascio immaginare le difficoltà quando devi intervenire con cali di pressione, mancanza d’acqua nei quartieri e problemi sulle condutture generali. La città di Rende è attraversata da tutte le condutture che portano l’acqua a Cosenza ed ai paesi confinanti. Conoscere a menadito le condotte dell’acqua è importantissimo per intervenire prima che possa accadere l’irreparabile. Ringrazio Dio per essere andato in pensione in tempo, proprio a ridosso dello scoppiare di una Pandemia globale. Non so se sarei stato in grado di affrontare lavoro, famiglia ed apprensione per la Pandemia.

Dal momento della tua collocazione in pensione hai intensificato e ampliato la tua attività artistica. Scrivi da sempre, commedie e fumetti, ma non hai abbandonato il tuo amore per la Poesia in Vernacolo. La tua è una passione antica che ti permette di partecipare a Concorsi Nazionali, vincendone tantissimi.  Ce ne vuoi parlare?

Una nuova vita, la mia partecipazione ai concorsi (perdonate la modestia) ha alzato di molto l’asticella delle vittorie per la provincia di Cosenza. Mi sono ritrovato a concorrere con persone che provenivano dalla Capitale, dal Nord Italia, dalle Isole, persone esperte in scrittura. Sono orgoglioso di essere un Cosentino di Rende che si è distinto con le sue poesie piazzandosi al primo posto. Ho scritto tanto tra cui anche un racconto breve, “Ragazza Madre” insignito del primo premio nel concorso organizzato da Annalaura Cittadino. Sono presente in più Antologie, con il Club della Poesia di Cosenza ho vinto diversi primi premi con delle poesie in dialetto. Con Poesia d’Amore in Basilicata ho vinto un secondo premio, mentre ancora al Concorso organizzato dalla Associazione Gueci con una Video poesia in dialetto, ho vinto il premio Meridione. Mi sono piazzato nei primi posti a Trebisacce e Castrolibero, ed in Campania ho avuto una Menzione d’Onore al Premio Letterario Uniti per la Legalità. Poter partecipare ai concorsi di Poesie, ascoltare parole e versi, leggere le mie poesie, mi dà un senso di leggerezza e di benessere, se poi ho anche la possibilità di assaporare un buon piatto sapientemente cucinato e bere un salutare bicchiere di vino all’insegna della cultura, del rispetto e della spensieratezza, la serata si tinge di rosa ed io sono felice. Altre mie riflessioni e scritti  “Sognando Insieme” e “Deserto Arabico” mi riempiono di emozioni in particolare l’ultimo che ho dedicato a mia figlia Valentina.

Eh sì, proprio di Valentina ti volevo chiedere. Tua figlia vive ad Abu Dhabi dove ha trovato il modo di poter lavorare, realizzarsi e mettere in atto tutti i suoi studi. Una ragazza coraggiosa che ha lavorato tanto per poter realizzare il suo sogno e raggiungere una autonomia economica, che comunque è costato un grande sacrificio a tutta la famiglia.

Parlare di Valentina mi emoziona tantissimo. Mia figlia mi ha dato tantissime soddisfazioni, attraverso una semplice intervista è arrivata a lavorare per  gli Emirates. Valentina si è sacrificata tantissimo, ha dato piena possibilità di impiego, rendendosi disponibile e reperibile h24, magari finiva di lavorare alle 12,00 ed alle 18,00 ripartiva per un altro viaggio, più volte si è ritrovata anche di notte a percorrere da sola la strada che dagli Emirati porta a Dubai. Valentina è una combattente, una ragazza dolce, ma molto determinata. Sono, anzi, siamo felici tutta la famiglia, che sia riuscita ad affermarsi. Sono stato a farle visita, ho visto il deserto, ma quei paesaggi non sono per me. Adoro vivere a Rende, il mio paese sulla collina all’ombra del Vecchio Gigante.

Ho saputo che non sei stato bene, che hai contratto il Covid 19, ora come ti senti?  Questa esperienza ti ha cambiato?

Si, mi sono ammalato di Covid 19, all’inizio non avevo grandi sintomi, ma poi il Virus aveva iniziato ad aggredire il mio fisico in maniera importante ed ho dovuto ricorrere alle cure di alcuni specialisti. Ringraziando Dio le loro cure mediche e l’affetto (seppur a distanza) da parte dei miei familiari mi hanno fatto guarire. Benché ancora debilitato ho ripreso a scrivere poesie, a breve uscirò con un nuovo elaborato. Il Covid 19 non mi ha cambiato, mi ha dato la possibilità di conoscere e riconoscere coloro che mi amano e mi vogliono bene. Amo scrivere, amo trasferire le mie sensazioni in rima a coloro che mi leggono. Come mi hai descritto, il poeta con le tenaglie.