Dom 1 Ago 2021
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CDN rende omaggio a San Francesco d’Assisi “padre” di San Francesco di Paola

Umbria e Calabria unite da un nome: Francesco. Cosa lega Assisi, città dell’Umbria e la città calabrese di Paola?

Sono tanti i chilometri che distanziano le due città. Eppure, un legame – un sottile “filo rosso” – fra le due c’è e non di poco conto. Parliamo di santità, parliamo di santi. Due santi le cui vite si sono intrecciate, non tanto a livello cronologico, ma certamente per un “disegno” particolare che vede coinvolto un nome: Francesco.

CDN ha reso omaggio al Santo protettore d’Italia, San Francesco d’Assisi, le immagini.

San Francesco di Assisi nella vita di San Francesco di Paola.

A San Francesco di Paola, eremita, religioso, fondatore dell’Ordine dei Minimi, il nome gli viene dato dai suoi genitori, Giacomo Martolilla e Vienna da Fuscaldo, per adempiere a un voto fatto a San Francesco di Assisi.

I due coniugi da ben dodici anni chiedevano il dono di un figlio. Come alcune fonti ci dicono, i due erano molto devoti del Poverello di Assisi, tanto da appartenere – molto probabilmente – addirittura al Terzo ordine francescano. Chiesero proprio al santo serafico la sua intercessione per avere finalmente il tanto desiderato figlio, a cui avrebbero messo nome Francesco o Francesca, a seconda del sesso del nascituro. Il 27 marzo 1416, vide la luce Francesco.

La salute del piccolo fu subito provata da una forma grave d’infezione ad un occhio, tanto che i genitori si rivolsero nuovamente all’intercessione del santo d’Assisi. Fecero quindi voto che in caso di guarigione il fanciullo avrebbe prestato servizio presso un convento francescano. La malattia si risolse senza quasi lasciare traccia. All’età di 14-15 anni fu accompagnato presso il convento dei frati conventuali di San Marco Argentano (CS) dove trascorse l’anno votivo.

Fu proprio in questo convento che Francesco di Paola, rivelò una straordinaria maturità spirituale: si adoperò nell’osservanza regolare e nello sbrigare le mansioni più umili della casa, e praticava già molti digiuni e astinenze. Sempre di quel periodo sono le manifestazioni soprannaturali del piccolo Francesco. Sarà famoso, poi, uno dei suoi primi casi di bilocazione: i frati lo videro infatti servire la Messa in chiesa e, contemporaneamente, intento ad apparecchiare la tavola nel refettorio del convento.

Trascorso l’anno votivo, nonostante l’insistente invito dei frati a rimanere con loro, Francesco tornò a Paola, ma – arricchito profondamente sotto il profilo spirituale – chiese ai genitori di recarsi, assieme a loro, in pellegrinaggio ad Assisi. In quel viaggio toccò anche Montecassino, Loreto, Monte Luco presso Spoleto, e Roma. Fu proprio grazie a questo viaggio che decise di visitare alcuni eremitaggi. Al ritorno, Francesco ottenne il permesso di condurre vita eremitica in un piccolo campo di proprietà paterna, a poca distanza da Paola, per dedicarsi alla preghiera, al lavoro e a fare penitenza, secondo lo stile degli antichi anacoreti che in passato avevano reso celebre la zona del Mercurion, situata poco a nord di Paola.

Il suo esempio spinse altri giovani a condividere quella esperienza. Così nel 1436, con una cappella e tre celle, si costituì il primo nucleo del futuro Ordine dei Minimi. La piccola Comunità si chiamò “Eremiti di frate Francesco”. La vita di questi giovani, si svolgeva attorno a una chiesetta dedicata a S. Francesco d’Assisi.

Nell’edificare la chiesa, al Santo di Paola appare in visione s. Francesco di Assisi, che gli dice di demolire quello che ha già realizzato e di costruire una chiesa più grande, perché, nonostante la sua povertà, Iddio non lo avrebbe abbandonato. Il giorno dopo infatti il barone di Belmonte, che Francesco ha guarito da un doloroso ascesso alla coscia, gli porta una somma considerevole di denaro e i suoi concittadini, persino i nobili, si offrono con generosità come operai per affrettarne la costruzione Il 31 agosto 1452, segna una data importanza per il santo di Paola.

Infatti, il nuovo arcivescovo di Cosenza, monsignor Pirro Caracciolo, concesse l’approvazione diocesana di questa nuova congregazione. Atto che comportava la facoltà di istituire un oratorio, un monastero e una chiesa. E proprio l’edificazione del nuovo monastero, ci offre l’occasione per raccontare un altro episodio che vede i due santi protagonisti.

Si stava costruendo la nuova chiesa. Molti concittadini di Francesco di Paola intervennero – come manovali – per innalzare il nuovo luogo di culto. La “leggenda” narra che mentre i lavori erano da tempo cominciati, un frate passò per quel luogo. “Questo è sbagliato…” – additando un muro da poco eretto – “questo bisogna buttarlo giù…Francesco la chiesa che stai costruendo è troppo piccola per il popolo di fedeli che dovrà contenere!”. Questo, all’incirca, il tono del frate “di passaggio”. E Francesco di Paola lo ascoltava, in silenzio, seguendo le sue direttive. Quel frate non si trovò più, scomparso nel nulla. Era San Francesco di Assisi. Altra “leggenda” narra, invece, l’apparizione del Poverello, attraverso un sogno avuto in una notte a San Francesco di Paola: il serafico padre gli dice di demolire quello che ha già realizzato e di costruire una chiesa più grande, perché, nonostante la sua povertà, Dio non lo avrebbe abbandonato.

Il giorno dopo infatti il barone di Belmonte, che Francesco ha guarito da un doloroso ascesso alla coscia, gli porta una somma considerevole di denaro per rendere ancor più grande l’opera nella città di Paola. Arriviamo, così, ad altra data importante, il 17 maggio 1474. Papa Sisto IV riconosceva ufficialmente il nuovo ordine con la denominazione “Congregazione eremitica paolana di San Francesco d’Assisi”.

Ancora una volta, il santo assisano è presente nella vita di quello della città calabrese. Questa congregazione sarà il nucleo istituzionalizzato, di quello che diverrà – in seguito, grazie all’approvazione della regola da parte di papa Alessandro VI – l’Ordine dei Minimi.