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Morti sul lavoro in Calabria, Fillea Cgil “Basta passerelle, è un ecatombe che esige risposte immediate”

La Calabria si ritrova nuovamente a fare i conti con la perdita di vite umane impegnate nello svolgimento delle proprie mansioni quotidiane.

In un arco temporale estremamente ridotto, due operai hanno perso la vita in circostanze drammatiche. Il primo incidente ha coinvolto un uomo di 53 anni, originario di Reggio Calabria, presso il cantiere del depuratore consortile di Francavilla Angitola. L’operaio è rimasto schiacciato da un camion-gru durante le operazioni di manutenzione e adeguamento dell’impianto. Parallelamente, un secondo decesso si è verificato ad Anoia Superiore, dove un lavoratore di 46 anni è deceduto in seguito a una caduta dal terzo piano di un’abitazione.

La dura presa di posizione del sindacato

Di fronte a questi eventi, la Fillea Cgil Calabria ha manifestato profondo cordoglio, trasformando il dolore in una ferma denuncia contro un sistema che sembra non riuscire a garantire l’incolumità dei lavoratori. Secondo l’organizzazione sindacale, non si tratta di semplici fatalità ma di una vera e propria strage annunciata che si consuma nel silenzio e nell’indifferenza. La sigla sottolinea come troppe persone siano vittime del dovere, operando spesso in contesti segnati da ritmi insostenibili, pressioni derivanti dalla catena degli appalti e dei subappalti e una carenza cronica di controlli.

La richiesta di interventi strutturali e controlli rigorosi

La critica della Fillea Cgil si estende alla gestione istituzionale dell’emergenza, definendo insufficienti i tavoli regionali e le dichiarazioni di circostanza che seguono ogni tragedia. Viene chiesta con forza una trasformazione radicale: la sicurezza non deve più essere percepita come un costo da tagliare, ma come una priorità assoluta. Tra le misure urgenti proposte figurano il rafforzamento degli organici ispettivi, l’incremento delle verifiche nei cantieri e una formazione che sia reale e continua.

Un punto cruciale della protesta riguarda la logica del massimo ribasso, indicata come uno dei fattori che minano il rispetto rigoroso delle norme di prevenzione sia negli appalti pubblici che in quelli privati. L’obiettivo è fermare una deriva che vede la dignità del lavoro sacrificata in nome del profitto. La Fillea Cgil Calabria ha sollecitato l’accertamento rapido delle responsabilità per gli ultimi eventi, ribadendo che ogni decesso rappresenta una sconfitta collettiva per le istituzioni e per il sistema produttivo. Dietro ogni vittima rimane una famiglia spezzata e una vita che non può essere considerata un fastidio burocratico.