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Autotrasporto in Calabria tra rincari e rischio paralisi. Possibile stop dal 25 al 29 maggio

Il comparto dell’autotrasporto in Calabria attraversa una fase di profonda incertezza, con lo spettro di un blocco dei mezzi pesanti che rischia di paralizzare l’intera regione.

La causa principale di questa emergenza è identificabile nell’impennata del prezzo del gasolio, che ha ormai superato la soglia dei 2 euro al litro in modo stabile. Le associazioni di categoria, con Fedralog e Unatras in prima linea, evidenziano come tale scenario stia rendendo i costi di esercizio del tutto insostenibili per le realtà imprenditoriali locali.

Fedralog Calabria ha manifestato una preoccupazione crescente per la mancanza di interventi risolutivi da parte dell’esecutivo nazionale. Le aziende si trovano a gestire una combinazione di fattori critici che vanno oltre il semplice caro carburante: all’aumento dei costi energetici si sommano infatti la crescita del costo del lavoro, l’ascesa dei premi assicurativi e i rincari legati alla manutenzione dei veicoli. A questo quadro già complesso si aggiungono l’incremento dei pedaggi autostradali e le tempistiche di pagamento dilatate da parte dei committenti, che riducono drasticamente la liquidità necessaria per la continuità operativa.

L’impatto economico sui singoli veicoli

I dati relativi all’aggravio economico per le imprese di trasporto delineano una situazione d’emergenza. Secondo alcune proiezioni, ogni singolo veicolo pesante deve affrontare una spesa aggiuntiva che può raggiungere i 9.000 euro su base annua. Le analisi condotte dagli esperti del settore confermano la gravità della situazione, evidenziando come per effettuare il pieno di un tir siano oggi necessari oltre 100 euro in più rispetto ai valori registrati all’inizio dell’anno corrente.

Questa erosione dei margini di profitto ha già spinto numerose realtà a ridurre l’attività, fermando parte della flotta nel tentativo di contenere le perdite. Molti operatori del settore segnalano una carenza di liquidità tale da non permettere più la copertura delle spese quotidiane minime. Il rischio di una mobilitazione spontanea o di un fermo programmato rimane alto, con potenziali ripercussioni pesanti sull’approvvigionamento delle merci e sulla tenuta economica della Calabria.