Mer 4 Ago 2021
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Buoni spesa Covid a pregiudicati: 19 denunce nel Crotonese

Sono 19 le persone segnalate alle autorità per aver percepito indebitamente i buoni spesa. È emerso dalle attività interforze avviate ad aprile 2020 che, su impulso della Prefettura e in coordinamento con la Procura della Repubblica di Crotone e la Procura Distrettuale di Catanzaro, ha coinvolto la Questura di Crotone, il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza.

Nel corso delle attività sono stati effettuati controlli approfonditi su 179 persone che avevano presentato la richiesta per ottenere i buoni spesa. Le indagini, svolte dalle fiamme gialle, hanno permesso di scoprire che diversi nuclei familiari hanno percepito forme di sostegno economico tra loro incompatibili, e avrebbero quindi omesso informare gli enti. Così 19 persone già note alle forze dell’ordine per vari reati, come truffa, associazione per delinquere, rapina, porto e detenzione abusiva di armi e ben sei gravati da precedenti per associazione di tipo mafioso, hanno ottenuto il bonus senza averne diritto. Queste sono state segnalate alle competenti autorità per le sanzioni amministrative.

Le operazioni rientrano nelle attività del gruppo di lavoro interforze che ha esaminato le richieste dei comuni di Crotone, Isola di capo Rizzuto, Rocca di Neto, Cutro, Petilia Policastro, Mesoraca e Cirò. Il personale della Questura e i militari dell’Arma dei Carabinieri hanno raccolto gli elenchi, completi di stati di famiglia, di tutti i soggetti beneficiari e di tutti gli esercizi commerciali convenzionati all’incasso del contributo previsto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile. Hanno quindi esaminato il dato relativo all’importo richiesto o concesso in base al numero dei componenti del nucleo familiare. Da qui le attività di “screening” dei percettori per eliminare dagli elenchi coloro che avevano legami di parentela con pregiudicati appartenenti o contigui alla criminalità organizzata.

Al termine della fase le forze dell’ordine hanno eliminato dall’elenco le persone che, gravate da precedenti penali di associazione mafiosa, estorsione, usura, traffico di sostanze stupefacenti, truffa aggravata, percepivano i buoni spesa. I risultati sono stati passati alle fiamme gialle che hanno avviato i controlli su 179 persone.