Sab 24 Lug 2021
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Regionali, Occhiuto: “la commissione antimafia controllerà le liste”

In vista delle candidature per le prossime elezioni regionali, il candidato presidente del centrodestra Roberto Occhiuto ha posto l’accento sulla necessità di un controllo preventivo delle liste da parte della Commissione antimafia, attraverso un emendamento che potrebbe essere discusso già nelle more del decreto Semplificazioni.

Sulla stessa lunghezza d’onda la Lega, che in perfetto accordo fa sapere come il partito ha sempre indirizzato una significativa attenzione alla composizione delle liste in ogni competizione elettorale, ed è per questa ragione che non possono che accogliere favorevolmente la proposta avanzata da Occhiuto.

“Pur mantenendo saldo il principio garantista, dal quale non intendiamo discostarci, – fa sapere Tilde Minasi Consigliere regionale Lega Calabria – riteniamo indispensabile concentrare il massimo impegno della politica sulla scelta dei nomi che andranno a concorrere per le imminenti elezioni regionali.

Ecco perché sosteniamo l’idea di Occhiuto, il quale intende porre la questione proprio a livello normativo, affinché, attraverso un’azione preventiva dell’organo preposto al riscontro (perciò prima del deposito ufficiale delle liste, appunto) ci sia la possibilità, eventualmente, di intervenire e dissipare, in maniera repentina, qualsivoglia dubbio che possa offuscare il sereno svolgimento della campagna elettorale prima e dell’esercizio del voto poi.

Auspichiamo, perciò, – prosegue Minasi – che l’iter immaginato dal candidato del centrodestra alla guida della Calabria, possa divenire concreto e rimarcare ulteriormente il reale significato di trasparenza sul quale è nostra intenzione imperniare ogni processo che scandirà l’agenda degli impegni sino all’appuntamento con le urne.

In ogni caso, la volontà manifestata da Roberto Occhiuto, disegna perfettamente quali siano le sue priorità riguardo le tematiche che ruotano attorno al concetto di legalità inteso nel senso più ampio, avendo già agito con determinazione in favore dei tirocinanti calabresi e contro il precariato che ne ha contraddistinto la vita lavorativa – conclude Minasi.