Mer 28 Lug 2021
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Aggressioni nel carcere di Arghillà, rissa tra 60 detenuti

“Dapprima un’aggressione, l’ennesima, ai danni di un poliziotto penitenziario e poi una rissa tra detenuti che ha messo a ferro e fuoco un’intera sezione”. È quanto accaduto ieri nel carcere reggino di Arghillà. A denunciare l’accaduto il SiNAPPe (Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria)

Tutto ha inizio –  fanno sapere i portavoce Viglianti e Barbera, Segretari dell’ Organizzazione Sindacale – quando un detenuto terminata la terapia medica, si recò verso la saletta socialità senza autorizzazione.

Ai richiami del personale penitenziario, il detenuto ha cominciato ad assumere un atteggiamento particolarmente aggressivo sia verbalmente che fisicamente. Riportato l’ordine, l’agente è stato dimesso dall’ospedale cittadino con una prognosi di 10 giorni. Nello stesso pomeriggio due detenuti seguiti da altri, sono riusciti a raggiungere la sezione “Artemide e Minerva” provocando una rissa che coinvolse circa 60 carcerati.

“È indubbio – dichiarano Viglianti e Barbera – che il pericolo vissuto all’interno dei penitenziari dai poliziotti sia ormai giunto a livelli incontenibili. Nonostante ciò – continuano i sindacalisti i nostri colleghi espletano il compito affidato in maniera encomiabile e professionale, come dimostrano i casi appena riportati, in cui il poliziotto, pur subendo l’aggressione, ha innanzi tutto messo al sicuro i civili presenti e poi ha tutelato la propria incolumità, senza comunque rispondere alla violenza del detenuto e, dal canto loro gli altri agenti, hanno saputo arginare una violenta lite che avrebbe potuto degenerare”.

Questi incidenti sono serviti dunque ad evidenziare le falle di sicurezza (infatti i carcerati sono riusciti con facilità a superare i cancelli filtro).

“Il plauso del SiNAPPe va a tutti i colleghi coinvolti e non – concludono Fabio Vigilante e Luigi Barbera – che ogni giorno, con il loro operato e con grande spirito di abnegazione e sacrificio, dimostrano l’appartenenza orgogliosa al Corpo di Polizia penitenziaria”.