Ven 17 Set 2021

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Cosenza: stazione dei treni in centro città, l’idea piace

Nei giorni scorsi il sindaco della città di Cosenza Mario Occhiuto ha fatto sapere che ha scritto ai vertici di Ferrovie e al Presidente della Regione Calabria per proporre nuovamente la riattivazione della Stazione ferroviaria in centro città a Cosenza, attraverso il ripristino della linea a scartamento ordinario esistente, al fine di integrarla con la rimanente parte di infrastruttura nazionale (così com’era fino alla modifica degli anni ‘80 avvenuta in concomitanza con l’apertura della nuova stazione di Vaglio Lise).
Una soluzione che consentirebbe il collegamento ferroviario del centro della città con altre località della provincia cosentina (si pensi alla straordinaria opportunità di collegamento diretto con la stazione di Castiglione Cosentino e quindi con l’Università della Calabria), con le altre principali città della Calabria e con i servizi regionali che raggiungono altre regioni (Campania e Basilicata) oltre che, attraverso la stazione di Paola, con il resto d’Italia.
Una idea condivisa da molti. Anche Annalisa Apicella, consigliera comunale di Cosenza esprime le ragioni per le quali potrebbe essere una buona soluzione per rilanciare la città dei Bruzi.
“La proposta di ristabilire la stazione di Centro Città, che ridia centralità a Cosenza e che come avviene a Napoli, Salerno, Roma, ecc. riporti le persone che arrivano a poter vivere direttamente la città i suoi servizi e le sue bellezze – scrive Apicella. Se ci sarà sostenibilità tecnica per questa riapertura bisogna subito attivarsi per due passaggi chiave: il primo è quello dell’arrivo dell’Alta Velocità direttamente in città e non a Castiglione o Vaglio Lise; il secondo quello di capire come utilizzare la linea ferrata già presente per integrare i servizi di Ferrovie con un sistema di conurbazione locale, chiamiamola metropolitana o navetta, ma che ci sia un collegamento rapido tra Cosenza e l’università che decongestioni il traffico veicolare e permetta anche a livello ambientale una città più pulita, vivibile e sostenibile. Le scelte del passato, quella di Giacomo Mancini in primis, si sono rivelate sbagliate. Portare la stazione fuori dalla città in una terra di mezzo l’ha resa un corpo estraneo alla città da una parte e agli altri comuni dell’area urbana dall’altra. Così, anziché la grande stazione “locomotiva” di sviluppo, abbiamo avuto la richiesta e la nascita di mini stazioni ovunque e una cattedrale nel deserto che ancora oggi è difficile impiegare come spazio di sviluppo per il territorio. Anzi, su questo aspetto, con l’impegno di tutti si dovrebbe investire in un progetto che sia capace di impiegare quegli spazi per i giovani e per la crescita del territorio.”