Dom 19 Set 2021

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Ragazza sbranata a Satriano, l’amico: “Simona prima accerchiata poi aggredita”

Sono stati attimi concitati, nei quali Simona Cavallaro e l’amico che si trovava con lei hanno dovuto prendere una decisione in pochi istanti.

Lui ha deciso di correre verso un capanno, lei verso l’autovettura con la quale avevano raggiunto la zona. Una scelta istintiva e sicuramente poco ragionata. È questa la ricostruzione su cui lavorano gli inquirenti per la morte di Simona Cavallaro, la ventenne uccisa da un branco di cani, giovedì scorso, in un’area attrezzata di Satriano, in provincia di Catanzaro.

Il giovane che si trovava con la vittima, anch’egli un ventenne, ha fornito una serie di elementi agli inquirenti, nonostante sia in stato di shock. Prima il passaggio del gregge, quindi la paura alla vista del branco di cani, almeno una decina, ma quelli accalappiati sono già dodici.

Il giovane ha iniziato a correre verso quel capanno, urlando ripetutamente il nome di Simona e invitandola a seguirlo. Lei, invece, terrorizzata, ha cercato probabilmente di raggiungere l’autovettura non molto distante. Dalle immagini confuse di quegli attimi pare che la ragazza sia stata prima accerchiata, quindi aggredita appena avrebbe ripreso la fuga. Ovviamente sono tutti racconti poco lucidi, visto il terrore che si è vissuto in quei momenti e su cui i carabinieri puntano a fare chiarezza.

Il medico legale dell’Università di Catanzaro, Isabella Aquila, ha avviato questa mattina l’esame autoptico sul corpo di Simona. I carabinieri della Compagnia di Soverato stanno lavorando alacremente per ricostruire quanto accaduto nella pineta di Monte Fiorino