Lun 25 Ott 2021

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Pedopornografia, arrestate 13 persone in tutta Italia: sequestrati più di 250mila file

Milano, Torino, Trento, Firenze, Pescara, ma anche Roma, Napoli, Cagliari, Catania e Reggio Calabria: in pratica un “giro” di pedopornografia che si espandeva su quasi tutta Italia e coinvolgeva molti “insospettabili”, addirittura un ufficiale della Guardia di Finanza in servizio nel capoluogo sardo e già finito in arresto a gennaio scorso.

A far luce sono stati gli uomini della polizia postale: gli investigatori hanno agito in incognito, si sono finti anch’essi dei pedofili e si sono infiltrati in quei lati oscuri della rete internet che nasconde spesso perversioni inconfessabili: canali di file sharing, piattaforme di chat e dark web. È così che sono entrati in contatto con i veri o presunti pedofili, carpendone la fiducia e per quasi un anno e mezzo – cioè dal 2019 – investigando e unendo i tasselli che oggi hanno portato al blitz.

Così, al termine di una serie di perquisizioni che si sono sviluppate in diversi mesi, sono scattate le manette per tredici persone, altre 21, invece, quelle denunciate a piede libero per aver detenuto e divulgato materiale pedopornografico

L’indagine – coordinata dal procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, e dall’aggiunto Annamaria Picozzi, e condotta dal compartimento di polizia postale e delle comunicazioni della Sicilia occidentale, con il sostegno del Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia on line – ha ricostruito la rete di rapporti – tra italiani e stranieri – che possedevano e si scambiavano su internet foto e video di atti sessuali tra adulti e minori ma anche violenze sessuali subite da bambini: a volte anche ai danni di neonati.

Oltre 250mila i file che sono stati sequestrati contenuti su pendrive o altri supporti informatici che venivano nascosti dagli indagati nei propri uffici, alcuni addirittura in provette o scatole di farmaci. Diversa, infine, la varietà di profili delle persone coinvolte che andava da insospettabili liberi professionisti a dipendenti, da persone con un titolo di studio di base a quelli laureati. Intanto le indagini non si fermano qui. Gli inquirenti stanno approfondendo a livello internazionale per tentare per lo più di identificare le piccole vittime degli abusi.